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Cultura e spettacolo - Fumetti e animazione

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Il 3 ottobre 1954 faceva il suo esordio il "trapper" più famoso d'Italia
Blek Macigno, uno splendido cinquantenne alla ribalta

Il primo numero de "Il grande Blek" andò subito esaurito. Sinchetto, Guzzon e Sartoris gli autori che ne raccontarono le prime storie. Ritmo, colpi di scena e comicità gli ingredienti che ne hanno fatto un comic di culto nella storia del fumetto italiano

Avere cinquant’anni e non sentirli. Fisico possente, capelli lunghi biondi e fucile in spalla: è passato mezzo secolo ma Blek Macigno conserva gli stessi tratti con cui conquistò il pubblico il 3 ottobre 1954, quando il primo numero de “Il grande Blek”, uno dei comic più importanti nella storia del fumetto italiano, andò subito esaurito dando il la ad un successo che si è protratto fino ad oggi. Trentadue pagine, in bianco e nero, più la coperyina a colori: a dare vita alle avventure settimanali del famoso trapper, firmandosi con la sigla Essegesse, furono gli stessi autori di Capitan Miki: Giovanni Sinchetto (1925-91), Dario Guzzon (1926-2000) e Pietro Sartoris (1926-89).
Blek Macigno è un supereroe che fa dell’astuzia e della forza fisica le sue armi principali. E’ un personaggio moderno e razionale, a metà strada tra Zagor e Tex, che porta avanti un ideale di giustizia comune ai personaggi dei fumetti: difendere i più deboli. Blek agisce tra le montagne del Nord America , combattendo contro gli indiani e l'esercito britannico per l'indipendenza americana. Un’impresa condotta assieme al professor Cornelius Occultis e al giovane Roddy. Occultis è la classica “spalla”, il personaggio a cui sono affidati i siparietti comici e che si trova spesso a salvare l’eroe all’ultimo momento. Roddy invece, con la sua smisurata ammirazione nei confronti di Blek, rappresenta quasi una proiezione del lettore interna al fumetto.
Ritmo e colpi di scena sono gli ingredienti che hanno fatto del "Grande Blek" un comic di culto. Le tavole, dinamiche e sempre piene di dettagli, contribuiscono a rendere ancora più emozionanti le sue storie.
Annalisa Spinoso

(1 ottobre 2004)

rev sage

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