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Al via oggi allo Steri l'VII convegno Aispe. Domani a Scienze politiche Pensiero economico e istituzioni a confronto a Palermo "In Sicilia sistema produttivo lento ma genuino" Lo dice Alberto Tulumello, docente di Sociologia economica alla facoltà di Scienze politiche, tra i relatori del convegno incentrato sul ruolo del mondo accademico nelle scelte economiche di un Paese. Raddoppiati gli iscritti fra relatori e partecipanti alla tre giorni organizzata dell'Associazione italiana per la storia del pensiero economico e dalla facoltà di Scienze politiche. Il rettore Silvestri: "Importante che un incontro così importante si svolga a Palermo" Il ruolo che il mondo accademico può svolgere nelle istituzioni è da sempre un tema delicato. Lo è particolarmente in un settore -l’economia - in cui il rapporto tra università e centri decisionali spesso è molto stretto. “Economia e istituzioni, contributi dalla storia del pensiero economico” è il titolo dell’VIII convegno dell’Associazione italiana per la storia del pensiero economico (Aispe), che si svolgerà per tre giorni a Palermo. Il congresso, inaugurato stamattina allo Steri, vedrà protagonisti economisti e studiosi provenienti dagli atenei italiani, ma anche europei e americani. I lavori proseguiranno nel pomeriggio e domani a Scienze politiche, e sabato si concluderanno alla Fondazione Banco di Sicilia. Il programma è disponibile al sito www.unipa.it/aispe. “Sono molto soddisfatto di questa edizione del convegno – ha detto Pier Francesco Asso, docente di Storia del pensiero economico e presidente del comitato organizzatore dell’evento -, in genere all’incontro annuale Aispe si iscrivono 60 relatori e 80 partecipanti, quest’anno sono il doppio”. Il tema del convegno sarà “l’analisi di argomenti economici, per come sono stati studiati ai tempi di Smith o di Ricardo, ma anche in tempi più recenti. Gran parte degli interventi riguarda il modo in cui gli studiosi e gli economisti hanno influenzato, dirette o gestito le istituzioni economiche”. Spesso le teorie economiche nascono all’interno dei centri decisionali. “Istituzioni come le banche centrali, o il Fondo monetario internazionale – spiega Asso - lanciano nuove idee, danno suggestioni che il mondo accademico e della ricerca cerca di approfondire e di recepire”. Il convegno palermitano, che vedrà anche la partecipazione di studiosi di istituzioni non accademiche, come la Banca d’Italia e la Banca del Belgio, permetterà un confronto tra due realtà che da sempre cercano un forte dialogo. Alberto Tulumello, docente di Sociologia economica alla facoltà di Scienze politiche, spiega come la politica economica italiana sia stata influenzata dal mondo accademico. “In Italia, negli anni ’90, c’è stata una stagione molto felice di rapporto tra istituzioni e pensiero economico – ha detto Tulumello -, gran parte del merito va al Centro studi della Banca d’Italia. Alti dirigenti dello Stato o persone che hanno avuto responsabilità di governo vengono da quel centro studi”. In Sicilia la situazione è meno rosea. “Nell’isola mancano gli elementi di novità nel sistema politico che sono stati raggiunti al livello europeo e nazionale”. Secondo il docente, “gli enti locali si sono mostrati molto vitali, si pensi anche ai Patti territoriali. Uno strumento che ha avuto alti e bassi, ma che ha portato avanti l’idea di uno sviluppo portato dal basso e di un rapporto stretto tra saperi e governo locale. Manca ancora un simile salto di qualità a livello regionale”. Al ritardo della Sicilia ha dato sicuramente un contributo la forte presenza della mafia nel tessuto sociale. “Purtroppo l’illegalità ha stretto forti legami con la Pubblica amministrazione e con la società civile, ma si sta risvegliando un sistema economico genuino, grazie a settori come l’enogastronomia e la microtecnologia dell’Etnavalley”. Soddisfazione per la scelta di Palermo per il convegno Aispe è stata espressa dal rettore Giuseppe Silvestri.“ L’università è il luogo ideale per questo tipo di riflessioni – ha detto Silvestri -, bisogna che anche a livello locale ci si attrezzi con competenze e conoscenze per fronteggiare un fenomeno sempre più globale, in un periodo in cui le relazioni tra politica, economia e società sono strette e complesse”. Salvatore Trapani rev cave (30 settembre 2004)
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