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Approfondimento
Architettura |
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Rilevamenti fotogrammetici e recupero dei beni architettonici
“Rilievo e rappresentazione dell'Architettura”
Un dottorato per capire e progettare le città
Coordinato da Michele
Inzerillo, docente della facoltà di Architettura dell’Università
di Palermo, forma esperti in salvaguardia e recupero dei beni architettonici
e ambientali. Previste 600 ore di lezione, stage sul campo e seminari tenuti
da docenti stranieri
Leggere e interpretare gli aspetti tipologici,
la morfologia e la struttura delle architetture urbane ed extraurbane
che caratterizzano l’ambiente e il territorio. Sono alcune delle
competenze che vengono acquisite con il dottorato di ricerca in “Rilievo
e rappresentazione dell’Architettura e dell’ambiente”,
istituito dal dipartimento di Rappresentazione della facoltà di
Architettura dell’Università di Palermo.
Al termine del percorso formativo il bagaglio di competenze consentirà
agli esperti di eseguire rilevamenti nei centri urbani, utilizzando sistemi
informatici e fotogrammetrici, e lavorare al recupero dei beni architettonici
e ambientali.
Il dottorato è coordinato dal professore Michele Inzerillo e comprende
diverse aree tematiche. Si analizzano, ad esempio, i processi di trasformazione
dell’Architettura attraverso lo studio dell’evoluzione storica
delle tecniche e delle metodologie di rilevazione. Studiando la scienza
della rappresentazione i dottorandi sviluppano, invece, la capacità
di controllo critico dello spazio architettonico e degli elaborati grafici
che lo rappresentano.
Le linee guida del triennio non possono prescindere dalla richieste del
mercato del lavoro, ecco allora la ragione dell’attenzione verso
le possibilità di rappresentazione dell’ambiente aperte dalle
nuove tecnologie, come l’utilizzo di laser a scansione per lo studio
delle superfici. La rilevazione costituisce infatti uno dei principali
sbocchi occupazionali per coloro che si occupano di questo tipo di ricerca.
Punto nevralgico del percorso formativo è la rappresentazione dell’Architettura.
Per questo, una parte corposa del corso è dedicata alle tecniche
e agli strumenti più recenti come la modellazione digitale. La
rappresentazione gode infatti di nuova linfa, perché ritenuta elemento
basilare per le politiche di sviluppo sostenibile.
Tra gli obiettivi del corso, c’è anche lo sviluppo delle
capacità di comunicazione. Spesso infatti la validità dei
progetti di ricerca risulta limitata da un’ottica troppo autoreferenziale,
che porta a trascurare la divulgazione dei risultati raggiunti.
L’attività didattica si snoda lungo 600 ore di lezione tenute
prevalentemente da docenti e ricercatori dell’Ateneo palermitano.
Un contributo fondamentale è però rappresentato dai docenti
esterni, responsabili di diversi moduli didattici. Il dipartimento di
Rappresentazione si avvale infatti della collaborazione del Department
of civil engineering & engineering mechanics della Columbia University
di New York, il dipartimento di espressione grafica e architettonica dell’Università
di Barcellona e quello di urbanistica e pianificazione del territorio
dell’Università della Catalogna.
Aspetto determinante del triennio sono gli stage e le esercitazioni sul
campo, che consentono ai dottorandi di mettere in pratica le nozioni apprese
durante le ore di lezione frontali. “Le esercitazioni pratiche -
dice Giuseppe Verde, che sta per concludere il dottorato - costituiscono
uno degli aspetti più interessanti. Ci scontriamo con la realtà
e verifichiamo le nostre competenze”. “Il nostro lavoro -
continua - è stato focalizzato sulla zona archeologica di piazza
Armerina e abbiamo utilizzato le tecniche di rilevazione principali, da
quelle più tradizionali, allo scanner laser”.
”Il problema - puntualizza Verde - è rappresentato dalla
tesi di dottorato. E’ diversa dalla laurea, richiede maggiori ricadute
pratiche, applicazioni concrete”.
Nadia Palazzolo
(30 settembre 2004)
rev damo
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