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Il corso di laurea è nato nel 2000. Quest'anno è diventato triennale
Telecomunicazioni, l'ingegneria dell'avanguardia
E' stato attivato come percorso quinquennale, adesso è passato al nuovo ordinamento. E' incentrato su uno degli aspetti trainanti dell'economia mondiale. Modificato il piano di studi per venire incontro alle esigenze degli studenti: insegnamenti di base diluiti in tutto l'anno, più tempo libero al pomeriggio. Stage anche in Germania e Spagna. Ne abbiamo parlato con il presidente, Giovanni Mamola

Il corso in Ingegneria delle telecomunicazioni è stato istituito di recente. Nato nel 2000, è passato da poco al nuovo ordinamento, e quest'anno vede l'avvio della laurea triennale (è stata attivata anche un'omonima specialistica di due anni). Presidente del corso è Giovanni Mamola.
Professore, su quali prospettive di lavoro possono contare gli studenti che scelgono questo indirizzo?
"Gli ingegneri delle telecomunicazioni possono trovare impiego in tutte le imprese che si occupano della produzione e della progettazione di apparati di telecomunicazioni, nelle aziende e nei settori della pubblica amministrazione che utilizzano le tecnologie e presso i gestori di reti di telecomunicazioni.
Prima il corso di laurea in Ingegneria elettronica prevedeva anche una specializzazione in telecomunicazioni, i cui laureati hanno trovato posto di lavoro per lo più fuori dall'Isola. In Sicilia, infatti, la situazione non è rosea.  Per il nostro indirizzo, invece, non si può ancora fare un bilancio, dato che quest'anno partirà l'ultimo anno del vecchio ordinamento, e il nuovo è stato istituito da poco".
Quali sono le caratteristiche peculiari del corso e i suoi punti di forza?
"L'indirizzo si occupa più specificatamente della trasmissione delle informazioni. L' Ingegneria delle telecomunicazioni è l'ingegneria dell'avanguardia, in quanto investe uno degli aspetti trainanti dell'economia mondiale. Oggi il mondo è telematico. Questo però rappresenta anche un punto debole. Le tecnologie, infatti, variano in continuazione, per cui un corso che non si aggiorna di pari passo risulta presto obsoleto. Questo richiede un continuo rinnovamento della didattica e dei programmi, che comporta molte difficoltà".    
Con quali aziende siete in contatto sia per eventuali stage sia per aiutare i giovani ingegneri a inserirsi nel mondo del lavoro?
Alcuni giovani hanno svolto tirocini presso la Tim, l'Italtel, la ST Microelectronics di Catania e presso vari di centri di ricerca senza scopo di lucro come il Cres (Centro per la ricerca elettronica in Sicilia). Per quanto riguarda l'estero, siamo collegati con Germania e Spagna, ma contiamo di sviluppare collegamenti con altri Stati.
Quante richieste di iscrizione avete ricevuto quest'anno, e quanti sono i posti disponibili?
"Sono 78 i giovani che hanno optato per Ingegneria delle telecomunicazioni, anche se i posti disponibili erano 120 più 10 riservati agli extracomunitari. Il test, obbligatorio a prescindere dal numero degli iscritti, serve per far capire ai ragazzi quali siano le loro reali capacità e i punti che hanno bisogno di ripassare meglio. In seguito ai risultati delle prove di matematica, viene assegnato un debito formativo da colmare durante l'anno. La Facoltà propone dei corsi di sostegno, che non sono comunque obbligatori, al termine dei quali viene accertato il superamento del debito, mediante un test".
Quali sono le principali novità introdotte quest'anno?
"Sicuramente la riforma del piano di studi, che coinvolge tutti i corsi di laurea che si occupano di comunicazione. Le materie di base non sono più semestrali, ma diluite lungo tutto l'anno. Abbiamo cercato di rendere gli studenti il più possibile liberi di pomeriggio, per dare loro tempo di studiare. Al momento di affrontare le materie più specifiche, infatti, ci siamo accorti che molti giovani avevano profonde lacune negli insegnamenti di base. Così abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze degli studenti, alleggerendo il carico di lavoro quotidiano e dando loro più tempo libero. Il fatto che le materie dei primi due anni siano comuni a più corsi consente infine di ritardare la scelta dell'indirizzo". 
Chiara Di Pasquale
rev. sage

(17 gennaio 2005)

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