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Il corso si svolge nel polo distaccato di Trapani Problemi di sede per Ingegneria dell'industria alimentare Il corso, nato su iniziativa del professore Gianfranco Rizzo del professore Giuseppe Filardo, è stato attivato grazie a una convenzione con la provincia di Trapani. Nella provincia, infatti, sono presenti molte imprese che operano nel settore alimentare. Per il futuro: più informazione Al via il secondo anno del corso di laurea in Ingegneria dell'industria alimentare, ma con qualche problema legato alla sua giovane età. Il corso, che si svolge nella sede distaccata di Trapani, infatti soffre ancora della mancanza dei locali. E' quanto affermano i due docenti che hanno ideato il corso: professori Giuseppe Filardo, del dipartimento di Ingegneria chimica e dei nuovi materiali e coordinatore delegato del corso, e Gianfranco Rizzo, ordinario di Fisica tecnica ambientale, che opera all'interno del dipartimento di Ricerche energetiche e ambientali. "L'idea è nata quando ci siamo resi conto che mancavano delle figure di ingegneri che si occupassero di controllare le fasi il processo produttivo, dal produttore al consumatore - dice il professore Rizzo - e inoltre la scelta è stata dettata dalla consapevolezza che la produzione alimentare costituisce circa il nove per cento del prodotto interno lordo italiano". Il corso è stato attivato grazie a una convenzione con la provincia di Trapani, in cui è presente un ricco tessuto di piccole e medie imprese che operano soprattutto nei settori agro-alimentare, vitinicolo, oleario, cerealicolo, conserviero. Tuttavia il problema principale resta quello della mancanza di una sede stabile. "Momentaneamente - aggiunge il professore Filardo - siamo ospitati presso i locali del polo universitario trapanese". La mancanza di informazione e il fatto di risiedere nella sede di Trapani, decentrata rispetto a Palermo, sono due motivi che spingono ancora pochi studenti a scegliere questo indirizzo. Quest'anno, comunque, il numero degli iscritti è raddoppiato rispetto al 2003: "Cinque ragazze e dieci ragazzi, a cui bisogna aggiungere alcuni studenti che hanno deciso di cambiare indirizzo e hanno chiesto di iscriversi al nostro corso", afferma il coordinatore del corso. Il piano di studi si propone di fornire una formazione solida di carattere generale. "Il futuro ingegnere dell'industria alimentare - aggiunge il professore Rizzo - sarà in grado di operare per ridurre le emissioni inquinanti e per ottimizzare il consumo di energia, garantendo sempre una produzione di alta qualità". Tutto ciò per rispondere alle garanzie richieste dalle leggi più recenti, come la norma sulla "tracciabilità di filiera", che impone di indicare il percorso compiuto dal prodotto, dall'origine fino al banco. Queste competenze possono trovare facilmente impiego nelle aziende del trapanese, ma non solo. "Il nostro orizzonte - aggiunge il professore Filardo - non è certo limitato al territorio siciliano: la preparazione che acquisiscono i nostri laureati può consentire loro di lavorare ovunque. Anche per questo motivo gli studenti devono dimostrare di conoscere almeno una lingua straniera". Il professore Gianfranco Rizzo si dichiara soddisfatto per i risultati finora raggiunti, considerando anche che molti problemi devono ancora essere risolti. "Per il futuro - aggiungono i due docenti - contiamo di aumentare i nostri sforzi per diffondere l'informazione su questo corso di laurea". Molti limiti derivano però dalla carenza di spazi fisici adeguati in cui attuare iniziative didattiche ma soprattutto di ricerca. "Nessuna iniziativa in ambito universitario - conclude Filardo - si può realizzare senza che la didattica e la ricerca siano strettamente correlate, e questo vale anche per il corso in Ingegneria dell'industria alimentare. Tuttavia, mentre negli altri paesi europei si investe circa il 3 per cento in ricerca, in Italia gli investimenti riservati alla ricerca arrivano all'uno per cento circa. Sarebbe bene che istituzioni private e pubbliche si attivassero per sostenere l'iniziativa del nostro corso di laurea". Chiara Di Pasquale rev. damo (28 settembre 2004)
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