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Approfondimento - Scienze della Formazione

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Il corso continua il percorso formativo di Scienze Storiche

Storia Europea: la laurea specialistica inizia il 25 ottobre
Abbiamo parlato del nuovo corso di laurea di secondo livello con il professor Pietro Corrao. Si tratta di un biennio interfacoltà tra Scienze della Formazione, Lettere e Scienze Politiche. Il responsabile parla delle materie studiate e degli obiettivi didattici

Prenderà il via il 25 ottobre il nuovo corso di laurea di secondo livello in Storia Europea, interfacoltà tra Scienze della Formazione, Lettere e Scienze Politiche.
Per conoscere gli obiettivi del nuovo corso, abbiamo posto qualche domanda al docente responsabile, Pietro Corrao (nella foto), membro del dipartimento di Studi storici e artistici dell’Università di Palermo.
Che discipline comprende il percosro formativo?
"Abbiamo pensato a questo corso di laurea specialistica sulla base del corso di laurea triennale in Scienze Storiche che si propone di fornire agli studenti una preparazione storica, con il necessario background di scienze umane. Il corso di Storia Europea, invece, mira alla formazione di storici in senso stretto, ed è basato fondamentalmente sugli studi di Storia Medievale e Moderna. Si occupa di vicende riguardanti l’Europa perché, in un contesto come il nostro, cioè l’Italia, ci è sembrata una giusta via di mezzo tra la storia universale - troppo generale e dispersiva - e quella del nostro paese, strettamente legata a quella del continente cui appartiene".
Esistono delle professioni specifiche che può svolgere il laureato in Storia europea?
"Un nostro laureato specializzato, così come un laureato triennale, deve possedere una versatilità tale da consentirgli di svolgere molte professioni nel campo della costruzione e diffusione della memoria storica. Chi frequenta facoltà umanistiche, in generale, privilegia lo sviluppo di un pensiero di tipo critico rispetto alla preparazione tecnica, che pure è necessaria. Nei nostri obiettivi formativi ci sono comunque dei riferimenti agli ambiti occupazionali, quali incarichi di elevata responsabilità presso archivi, musei e biblioteche, ma anche nel campo dei media e dell’editoria. Non a caso, a questo proposito, abbiamo previsto un laboratorio di studi storici digitali".
Quanti iscritti prevedete per il primo anno?
"Posso riferire degli studenti che si sono rivolti a me per ottenere delle informazioni sul nuovo corso: una decina circa. Non so poi quanti di loro si siano effettivamente iscritti. Sicuramente i nostri (finora pochi) laureati triennali faranno parte del corso, insieme ad alcuni laureati del vecchio ordinamento che hanno deciso di riprendere gli studi".
Dove si terranno le lezioni?
"Considerato che il nostro è un corso interfacoltà, le lezioni si svolgeranno tra Scienze della Formazione, Lettere e Scienze Politiche. Alcuni dei nostri insegnamenti sono mutuati: ciò significa che gli studenti dovranno frequentare le lezioni di corsi di laurea differenti. Questo comporta una difficile gestione degli orari, ma stiamo cercando di limitare al massimo gli eventuali disagi. L’inizio dell’anno accademico è condizionato dall’agitazione contro la riforma Moratti tuttora in corso: noi dovremmo presumibilmente cominciare il 25 ottobre".
Vi avvarrete di collaborazioni esterne all’Università?
"Attualmente abbiamo una convenzione per i tirocini con l'Istituto Gramsci e stiamo per concluderne una con l’Archivio di Stato. La prova finale, inoltre, vedrà gli studenti impegnati per molte ore, insieme a dei tutor, in attività di ricerca, inevitabilmente a stretto contatto con istituzioni esterne all'Università. Attualmente è il dipartimento di Studi storici e artistici a dare un grosso sostegno al corso di laurea, fornendo alcune strutture per la didattica, ma i tagli ai fondi non ci permetteranno di investire quanto vorremmo sulle attrezzature: basti pensare che l’aula d’informatica del corso triennale, da noi attrezzata, è chiusa dallo scorso mese di aprile per carenza di fondi".
Barbara Giangravè

(28 settembre 2004)

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