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Ingegneria |
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040922giol2APing
Energetica, ecco i tecnici dello sviluppo sostenibile
Dallo studio dei processi energetici per l’uso delle fonti
fossili ed alternative a quello delle tecnologie solari termiche e fotovoltaiche:
il corso di laurea della facoltà di Ingegneria punta su un ampio
campo di azione. “Formeremo figure in grado di ottimizzare l’impiego
delle risorse energetiche, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente”,
spiega il coordinatore Dispenza
Aumenta
la richiesta di energia, diminuiscono le risorse tradizionali e l’Ateneo
palermitano si adegua attraverso il corso di laurea triennale in Ingegneria
energetica, un indirizzo che, nel resto d’Italia, è presente
soltanto in altre sette università. “Oggi c’è
grande attenzione verso l’impiego razionale delle risorse energetiche
– spiega il coordinatore del corso, Celidonio Dispenza – e
l’ingegnere energetico deve essere in grado di ottimizzare e gestire
con efficacia l’impiego di tali risorse, riducendo al minimo l’impatto
sull’ambiente”. Il corso mira dunque a formare una figura
professionale capace di contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio.
Da qui la necessità di fornire una serie di competenze correttamente
equilibrate tra le diverse aree dell’ingegneria industriale (meccanica,
chimica, elettrotecnica, nucleare, ambientale), senza dimenticare alcune
nozioni di carattere economico-gestionale, necessarie per la gestione
delle risorse energetiche e dei processi per il loro uso. “All’inizio
concentriamo la nostra attenzione sulle materie di base – sottolinea
Dispenza – in modo da consentire ai ragazzi provenienti dal liceo
di affrontare adeguatamente le fasi successive del corso. Negli anni successivi,
poi, diamo spazio anche ad attività più direttamente correlate
al mondo del lavoro, come stage e tirocini”. Lo scorso anno, però,
solo 15 studenti hanno deciso di iscriversi. “Spesso i ragazzi non
hanno sufficienti informazioni e finiscono con l’andare altrove
– spiega il docente -. Quest’anno sono stati in 37 a sostenere
le prove di ammissione e speriamo che in futuro il loro numero cresca
ulteriormente, magari grazie ad una più adeguata pubblicizzazione
del corso. A partire magari dal sito
che ho messo a disposizione degli interessati”.
La laurea in Ingegneria energetica si articola in due profili: “Formativo”
e “Sicurezza e tecnologie nucleari”. Il primo percorso fornisce
un’ampia preparazione nei diversi settori dell’Ingegneria
energetica grazie all’approfondimento delle discipline di base.
“La fornitura di servizi energetici completi, e non parliamo solo
di energia elettrica ma anche di gas e calore – spiega Dispenza
– ricopre una parte assai rilevante nel mondo. In Italia vi è
un numero grandissimo di aziende produttrici che operano nel settore dell’energia
e delle macchine impiegate nei processi energetici”. Gli sbocchi
occupazionali non mancano. “Oggi - continua il docente - l’attività
relativa sia alla progettazione che alla realizzazione degli impianti
termici, frigoriferi e di climatizzazione è più intensa
che mai. Le grandi industrie energetiche sono poi, di fatto, società
in cui vi è un rilevante impiego di risorse umane. Basti pensare
all’Enel o all’Eni”. Il secondo profilo, denominato
“Sicurezza e tecnologie nucleari”, punta più specificamente
alla formazione di figure professionali che siano capaci di operare nell’ambito
delle applicazioni per l’uso pacifico dei radioisotopi e dunque
sia nei settori prettamente industriali sia nelle strutture sanitarie.
“Ambiti in cui trova occupazione un buon numero di laureati”,
sottolinea Dispenza.
La facoltà ha anche istituito le lauree specialistiche di due anni
in Ingegneria energetica e in Ingegneria nucleare. Due opportunità
importanti per proseguire gli studi anche dopo aver completato il corso
triennale. “La laurea specialistica – spiega il docente –
deve fornire un adeguato livello di approfondimento e specializzazione
su quelli che sono gli argomenti centrali dell’Ingegneria energetica.
Lo scopo è quello di formare dei tecnici qualificati, capaci di
promuovere e sviluppare l’innovazione tecnologica e di svolgere
attività di progettazione e di ricerca”.
Giorgio La Bruzzo
(22 settembre 2004)
rev anme
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