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Approfondimento-Lettere |
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040921pamaAP
Attivo
da quattro anni conta la collaborazione di neolaureati
Dipartimento di
civiltà euromediterranee
Un dialogo tra culture diverse è possibile
L’obiettivo
principale dei progetti di ricerca è di rintracciare gli elementi
comuni pur nella diversità delle tradizioni a partire dal contributo
irrinunciabile che il mondo classico ha fornito alla modernità.
Oltre alla pubblicazione annuale all’interno della facoltà
docenti e ricercatori curano due collane di saggi. È in programma
una collaborazione con il momdo del teatro
Da
circa quattro anni è nata presso la facoltà di Lettere un
struttura che ha come principale obiettivo il confronto tra le culture
in una prospettiva di dialogo. Si tratta del dipartimento di Civiltà
euromediteranee presieduto dal 2000 dalla professoressa Gianna Petrone,
latinista.
“La straordinaria novità rappresentata dal nostro dipartimento
- spiega la professoressa - è la prospettiva diacronica attraverso
cui vengono analizzate le diverse civiltà del Mediterraneo. Posto
che la matrice comune alla cultura occidentale non può non rintracciarsi
nella tradizione classica, l’elemento innovativo dei nostri studi
sta nella ricerca dei punti di contatto”. Per dare ragione dei molteplici
ambiti messi a confronto la stessa scelta del nome del dipartimento appare
didascalica, infatti il titolo per esteso è “Dipartimento
di civiltà euromediterranee e di studi classici,cristiani, bizantini,
medievali, umanistici”. Non si tratta di sottolineare una semplice
giustapposizione di culture, epoche e tradizioni, ma un crocevia di elementi
portanti della nostra cultura.
“La fortuna del progetto dipende in larga misura dalla volontà
di docenti, per lo più di area classica disposti a confrontarsi
con studiosi di medioevo, di bizantino, di tradizione cristiana senza
pregiudizi o chiusure accademiche”. La necessità di una trasversalità
degli studi sembra essere inevitabile se si guarda al mondo contemporaneo
e alle sue molteplici commistioni. “Tema conduttore del filone di
studi - continua la Petrone - è sicuramente il mondo classico analizzato
nei dettagli per comprendere l’emergere nella cultura occidentale
di altre anime che da quella costola sono nate”. Il dipartimento
si mostra all’avanguardia anche per l’interesse che mostra
verso giovani talenti. Non è infrequente il caso in cui gli autori
dei saggi pubblicati siano proprio studenti appena laureati. “Il
nostro fiore all’occhiello - spiega con orgoglio la Petrone - è
Pan, una pubblicazione annuale che rappresenta da una parte il luogo principe
dove emergono concretamente i risultati delle ricerche svolte, dall’altra
lo strumento con cui mettersi alla prova sottoponendosi al giudizio critico
esterno”. Tra i progetti realizzati con successo si contano altre
due collane specialistiche. Una, “Leuconoe”, curata direttamente
dalla professoressa Petrone edita da Flaccovio riguarda testi latini e
greci rivisitati in chiave moderna, secondo le nuove istanze metodologiche
che conciliano la grande serietà scientifica con un linguaggio
comprensibile anche ad un lettore non esperto. L’altra collana “Machine
filosoforum” si occupa di un argomento particolarmente complesso
analizzando le commistioni di linguaggi e culture all’apparenza
diversissime fra loro. Vengono pubblicati testi inediti scritti in arabo
o ebraico e partendo dalla cultura classica si tenta di estrapolare elementi
di contatto e il loro contributo alla nostra cultura. Il parere della
Petrone è che soltanto osando su terreni inesplorati è possibile
ridisegnare le linee di confine tra le culture. Uno studio di tipo comparatistico
organizza una circolarità di sapere che arricchisce la conoscenza.
Tra i progetti sperimentali che escono un po’ dall’ambito
accademico si conta una collaborazione attiva con il mondo del teatro.
Gianna Petrone in collaborazione con Filippo Amoroso, latinista, da tempo
si occupa dello studio delle maschere nel teatro antico a partire dal
quale si analizzano i contributi nelle opere moderne. “Fornire un
appoggio scientifico e un approfondimento teorico a lato delle rappresentazioni
teatrali - conclude la Petrone - significherebbe creare un valore aggiunto”.
Manuela Pagano
rev-nu/damo
(21 settembre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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