Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline.info
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Fumetti e animazione – Approfondimento

040921giolAP
Il disegnatore americano è  stato ospite al “Palermo fumetto”
Jim Lee, la mano nascosta dietro le imprese di Batman

Dopo gli inizi alla Marvel, l’artista ha rilanciato negli Usa le serie dedicate a Superman e al supereroe di Gotham City. Si ispira a Sergio Toppi e a Milo Manara ma quando disegna ritorna un quattordicenne: “Cerco di riprodurre la stessa emozione che provavo quando ero solo un lettore”

Maglietta rossa e cappellino blu. Jim Lee, uno dei disegnatori più amati del mondo dei comics, si presenta così al “Palermo fumetto”, la manifestazione che si è tenuta nel capoluogo siciliano dal 17 al 19 settembre, come se si volesse confondere con i fan che lo stanno aspettando. Poi si siede e senza battere ciglio comincia a soddisfare le richieste dei suoi “ammiratori”. L’uomo che ha rilanciato negli Usa le serie di Superman e Batman disegna per tre ore consecutive, ripercorrendo, attraverso i suoi schizzi, la storia del fumetto americano: da Hulk a Spiderman, dall’uomo pipistrello di Gotham City ai Fantastici Quattro, passando per gli X-Men e i WildC.A.T.s. Quando finisce mi avvicino un po’ timoroso per fargli qualche domanda. Mi sento un tifoso di calcio che si avvicina a Zidane dopo avergli visto tirare alla perfezione venti punizioni consecutive. Temo che sia troppo stanco per rispondere alle mie domande ma quando glielo chiedo Jim si mostra subito disponibile e cominciamo la nostra chiacchierata.
Come hai cominciato la tua attività di disegnatore?
“E’ una storia lunga (ride). Dopo la laurea nel 1986 ho raccolto i miei disegni in una cartella e sono andato ad una manifestazione che si teneva a New York, dove li ho mostrati agli editori della Marvel. I miei disegni sono piaciuti e così ho iniziato a lavorare per un anno alla serie Alfa-fight. Poi mi sono occupato del Punitore e degli X-Men, ho messo su l’Image Comics e adesso lavoro alla D.C. (la casa editrice di Batman e Superman, ndr)”.
Nel corso della tua carriera hai disegnato diversi personaggi. Che tipo di rapporto hai instaurato con loro?
“Non sono personaggi reali e quindi non mi piace parlare di un vero e proprio ‘rapporto’. Quando però disegno gli X-Men cerco di riprodurre la stessa emozione che provavo quando ero solo un lettore. Anche quando disegno Batman mi sembra di ritornare quattordicenne. In generale cerco di evocare i miei ricordi, senza nessun messaggio nascosto”.
Come è cambiato il tuo stile negli anni?
“Lo stile di un disegnatore cambia necessariamente nel corso del tempo perché è sottoposto all’influenza degli altri artisti. Quando ho cominciato ero un grande fan di John Burn e di Stephen Nolan, erano i miei idoli. Poi, crescendo, sono stato influenzato da alcuni amici come Jeff Scott Campbell, e anche da alcuni artisti italiani. I lavori di Sergio Toppi e di Milo Manara sono fantastici. Insomma, ti ispiri a quelle cose che più ti colpiscono, fa parte dell’evoluzione naturale del proprio stile”.
All’inizio della tua carriera disegnavi per la Marvel mentre ora lavori per la D.C. Comics.
“Sono due esperienze abbastanza differenti. Alla Marvel ho lavorato come ‘freelance’, ero soltanto un disegnatore, mentre alla D.C. sono anche un manager. La carica di vice-presidente significa tanto perché mi permette di controllare meglio quello che succede ai miei disegni e contribuisco in misura maggiore al prodotto finale. E’ un’esperienza sicuramente più stimolante rispetto a quando lavoravo alla Marvel e soprattutto ho la possibilità di lavorare senza elementi di disturbo”.
C’è un fumetto italiano che ti piace particolarmente?
“Non ne conosco di molti perché non sono pubblicati negli Stati Uniti. Ho letto qualcosa di Nathan Never e di Diabolik e poi, come dicevo prima, i libri di Toppi e Manara. Quest’anno ho avuto comunque l’opportunità di conoscere Gabriele Dell’Otto e molti altri artisti italiani che lavorano alla Disney o alla Panini”.
Giorgio La Bruzzo

(21 settembre 2004)

rev damo

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina