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Facoltà di Medicina |
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Barbagallo:
ma Palermo conta 10mila malati e se ne curano 25 l'anno
Giornata
mondiale dell'Alzheimer, dibattito allo Steri
Il Cea: "Abbiamo la struttura migliore d'Europa"
Il direttore della scuola di specializzazione in Geriatria dell'Università di
Palermo: "Assieme al Policlinico andiamo ogni settimana a
prestare assistenza ai pazienti. Bisognerebbe anche sostenere le famiglie".
Gaetano Lisciandra, presidente del Centro educativo alzheimer: "Intendiamo
aprire nuovi spazi per aiutare i familiari, garantendo assistenza anche
di notte" Scrivere e leggere, piuttosto che riconoscere
i propri cari o ricordare il significato delle parole, possono sembrare
attività semplici e di routine. Ma non per tutti. Per i pazienti
affetti dal morbo di alzheimer, infatti, diventano
scogli insormontabili. Una malattia che colpisce le cellule cerebrali
e l'1 per cento della popolazione al di sopra dei 65 anni ne è colpita.
Dal 1994 si celebra, ogni 21 settembre, la giornata mondiale dell'alzheimer
e per questa occasione si è tenuta allo Steri una tavola
rotonda dal titolo: "Alzheimer malattia sociale. Il paziente e
la famiglia una rete di servizi organica e funzionale in Sicilia".
Scopo della
giornata è "ricordare
chi dimentica", come spiega Mario Barbagallo, direttore
della scuola
di specializzazione
in Geriatria dell'Università di Palermo:
"Si tratta
di una patologia che fa perdere la memoria, la capacità di conoscere
e, cosa ancora più grave, di riconoscere. Il vero dramma di questi
pazienti è infatti non riuscire a ricordare i
loro cari. Si tratta di persone che perdono la capacità di svolgere
i compiti
più semplici come lavarsi e vestirsi. Hanno, quindi, bisogno di assistenza
ventiquattro ore su ventiquattro, ecco perché i familiari sono i primi
ad essere coinvolti da questa patologia".
Il morbo di alzheimer è una malattia
cronica non curabile. Può essere però fermata grazie all'intervento
medico tempestivo. "E' importante - continua Barbagallo - che accanto
al miglioramento dell'assistenza medica migliori anche il sostegno alle
famiglie dei malati. Circa seicentomila persone in tutta Italia sono
colpite dalla
malattia. A Palermo, dove si contano diecimila ammalati, esiste un
solo centro che ne cura 25 ogni anno, il Cea, Centro educativo alzheimer.
Con la mia unità valutativa geriatrica di alzheimer e l'unità neurologica
del Policlinico andiamo ogni settimana a prestare servizio di assistenza
ai malati. Ci sono inoltre delle unità valutative alzheimer specifiche
per l'assistenza medica ne manca però una che coinvolga i familiari".
Per stimolare le autorità a aiutare le persone affette da questa malattia,
a Palermo nel 1995 è sorta l'associazione "Alzheimer". "Le famiglie
dei malati - spiega Gaetano Lisciandra, fondatore e presidente onorario
dell'associazione - sono abbandonati a loro stessi. Si trovano ad assistere
allo spegnimento del proprio caro. Abbiamo avuto
molta
costanza nell'avvicinare tutte le famiglie unite dallo stesso
problema. Dal 1995 abbiamo cercato di dare soprattutto un sostegno psicologico
e in
parte
ci siamo riusciti. Il tabù della malattia mentale comincia ad essere
debellato e molte famiglie iniziano a chiedere
aiuto".
Nell'ottobre del 1999 l'associazione ha creato il "Cea", il primo
centro
di assistenza non solo psicologica. Su modello dello spagnolo "Ace",
il centro palermitano offre una struttura di quattromila metri quadrati
tra spazi coperti e chiusi. "Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto
- continua Lisciandra - il nostro centro ha la struttura migliore d'Europa.
Fiore all'occhiello sono i tremila metri di spazi verdi che ci
consentono di fare la cosiddetta giardino-terapia".
Il prossimo obiettivo
che si
propone
di raggiungere Lisciandra, con sua figlia Ada, nuovo presidente dell'associazione,
è quello di creare dei centri familiari che possano ospitare i malati
anche durante la notte per consentire ai coniugi anziani di avere più
tempo libero. "Se la moglie, o il marito, del malato hanno bisogno di
cure,
spesso non
hanno
neanche
il tempo di andare in ospedale per i controlli di routine. Intendiamo
realizzare delle strutture per garantire assistenza anche di notte".
Annalisa Spinoso
(21 settembre 2004)
rev sage
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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