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Cronaca
universitaria |
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040920sic
Preoccupazione per
la situazione finanziaria nelle università italiane
Silvestri:"Aumentare
le tasse non è una soluzione"
Il rinvio dell'inizio delle lezioni e il disegno di legge del ministro
della Pubblica istruzione ha fatto discutere i Rettori degli atenei italiani,
che si sono riuniti in questi giorni a Ustica in occasione del convegno
Conau. A rischio la ricerca per mancanza di finaziamenti e la conseguente
fuga di "cervelli" dalle università italiane
E' drammatica la situazione finanziaria delle università italiane
è ormai una "questione di sopravvivenza, ma aumentare le tasse
per gli studenti non è una soluzione". Rammarico e amarezza
nelle parole del Rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri,
espresse durante il convegno Codau (Convegno permanente dei dirigenti
amministrativi degli atenei) a Ustica. Silvestri si è schierato
a favore di un'università per tutti "non si possono aumentare
le tasse per gli studenti, ogni cittadino ha diritto ad
avere un'università efficiente". Una risposta chiara a chi
propone come soluzione un'università d'élite, ipotesi avanzata
da Piero Giarda, dell'Università del Sacro Cuore di Milano. Intanto,
i sindacati hanno convocato una conferenza sullo stato dell'Università
a Palermo per venerdì prossimo, alle 15, nell'aula magna della
facoltà di Giurisprudenza.
"Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito a provvedimenti tappabuchi
- ha continuato a commentare il pro-rettore dell'Università di
Palermo Giovanni Saverio Santangelo - a proposte che hanno creato confusione
nel mondo universitario e hanno alimentato un esercito di cinque mila
ricercatori". Non ci sono stati dei veri tentativi di riforma perché
non si è supportata in alcun modo l'attività di ricerca.
In questo modo il personale docente "non si è aggiornato e
le conoscenze che trasmette durante le lezioni sono le stesse di venti
anni fa". Il rischio maggiore, ha sottolineato il pro-rettore dell'Università
di Palermo, "è che con il blocco delle assunzioni per il prossimo
turn over, dal 2008 al 2010, chi, tra laurea e assegno di ricerca ha studiato
per quasi dieci anni, avrà non meno di quarant'anni e dunque nel
frattempo si sarà rivolto ad altre occupazioni". Per Santangelo
sarebbero 17 mila i professori universitari che in tutta Italia andranno
in pensione nei prossimi anni, "col rischio è che al momento
de cambio della guardia i professori vengano rimpiazzati da giovani non
formati all'Università e senza esperienza nella ricerca, mentre
i 'cervelli' sono già andati altrove.
Per far partire i corsi si ricorrerà a professori a contratto in
grado solo di fare didattica e non ricerca".
Al convegno si è parlato anche della situazione dell'Ateneo palermitano,
del rinvio di quindici giorni dell'inizio delle lezioni in otto facoltà,
tutte tranne Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Motorie, a causa
della mancanza di richieste per la supplenza da parte del corpo docente.
"In segno di protesta i bandi sono stati disertati - ha spiegato
Santangelo - e il risultato sono questi rallentamenti finalizzati a spingere
il ministro alla Pubblica Istruzione al ritiro del disegno legge o a un
suo cambiamento strutturale". Se alla scadenza di questo periodo
i corsi non saranno iniziati "la situazione diventerà grave
perché chiunque potrebbe denunciare il Rettore per omissione di
servizio", ha avvertito Santangelo. Secondo il Rettore dell'Università
Iulm di Milano, Gianni Puglisi, invece, "nonostante le tensioni e
le difficoltà si sono fatti dei passi in avanti".
Silvia Iacono
(20 settembre 2004)
rev damo
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