Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline.info
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Inchiesta- approfondimento

040920pama2
L'esperienza raccontata da una studentessa palermitana di Medicina
In Brasile la povertà non chiede permesso
Nello stato sudamericano ricchezza e lusso convivono senza alcun punto di contatto con la desolazione più nera, mentre gli ospedali cercano come possono di tamponare una situazione drammatica che subiscono soprattutto i bambini. Recife, città brasiliana è un esempio delle contraddizioni che caratterizzano la nazione

Ogni anno, in Brasile, terra sinonimo di festa, carnevale, musica e gente solare, milioni di persone convivono con la miseria e un tasso di violenza elevato. Ma anche con le favelas e i bambini che vagano per strada sniffando la colla. Una terra di contrasti dove, ricchezza e povertà non sono due facce della stessa medaglia ma due realtà parallele destinate a non incontrarsi mai. “Ogni giorno, arrivavano in ospedale bambini da tutto il Brasile”, spiega Chiara Brucato, una giovane studentessa di medicina al quinto anno dell' università di Palermo, che ha avuto l’opportunità grazie ad un progetto universitario, di toccare con mano la realtà di Recife.
La città brasiliana si trova a nord est nello stato di Pernambuco, e pur avendo un tasso di disoccupazione elevato e una qualità di vita molto bassa, rappesenta a livello sanitario una piccola isola felice.
La città accoglie infatti l’Imip (Instituto materno infantil de Pernambuco) un centro di riferimento pediatrico dove si curano le patologie più complesse. Nonostante si tratti di una struttura pubblica, l’Imip è dotato di un personale medico specializzato e dei mezzi diagnostici più all’avanguardia grazie alle sovvenzioni di associazioni umanitarie come l’Unicef. Il sistema sanitario brasiliano, eccezion fatta per le attrezzate cliniche private è appannaggio solo dei ricchi e gli ospedali pubblici a cui è costretta a rivolgersi la maggior parte della popolazione sono poco efficienti. “La cosa che mi ha spinta a scegliere il Brasile fra le mete disponibili - continua la studentessa - è stata la curiosità e al contempo il timore di vedere con i miei occhi una realtà diversa dalla nostra, in cui la condizione dei bambini fosse in primo piano”.
La popolazione brasiliana conta infatti, circa quattrocento mila bambini, la maggior parte dei quali vive in condizioni di povertà estrema.
“La sensazioni che mi ha accompagnato per tutto il mese di permanenza a Recife - spiega Chiara - è stata di vivere due realtà parallele. La classe definita media vive nel lusso, mentre a fianco di questo mondo dorato fatto di automobili e feste alla moda si ritrova la miseria e l’abbandono. I parametri che utilizziamo noi occidentali per definire le classi sociali, il tenore di vita, la povertà sembrano non poter essere applicati ad un mondo così lontano da noi, dove povertà significa assenza totale di mezzo di sostentamento. I ricoveri più frequenti negli ospedali pediatrici - continua la studentessa - riguardano casi di malnutrizione o di parassitosi. Una dimostrazione di quanto le condizioni di vita precarie incidano in larga parte sulla salute e a farne le spese sono soprattutto i bambini".
Tra le attività sanitarie promosse dall’Imip ci sono anche le cosiddette “case di salute”, piccoli ambulatori dislocati in tutta la città, ognuna con un migliaio di famiglie da seguire attraverso attività di prevenzione o vaccinazioni ai bambini. Nonostante l’indigenza e la miseria siano drammatiche costanti che coinvolgono milioni di persone, sorprende la solarità e la disponibilità di tutta la popolazione brasiliana, unico strumento che impedisce alla povertà di travolgere anche l’anima. “Non c’era un solo bambino ricoverato che non mi sorridesse tutte le volte che lo incontravo - ricorda infine Chiara - Tutto il personale medico, dall’infermiere al primario, hanno mostrato una umanità fuori dal comune e anche per strada la gente che non aveva nulla, aveva comunque un sorriso da regalare”.
Manuela Pagano

( 20 settembre 2004)

rev rosi/damo

 


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina