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Approfondimento Agraria

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Due giorni di studi, giovedì 7 e venerdì 8 ottobre, all’hotel Kaos
Dall'industria farmaceutica alla lotta all'erosione
Ecco i mille usi delle piante mediterranee
Il Convegno è organizzato dal Consorzio di ricerca CoRiSSIA, con il dipartimento di Agronomia ambientale dell’Università di Palermo, l’assessorato Agricoltura della Regione, la Società orticola italiana, l’Istituto sperimentale per la floricoltura di Sanremo e la Società italiana di agronomia. Tra i relatori, il coordinatore generale del "Progetto Euromed Heritage II" Sid Ahmed e il rappresentante dell’Ue Fred Steenhoff. Ne abbiamo parlato con il promotore dell'incontro, Cludio Leto

Le piante della macchia mediterranea, per la salute ed il recupero ambientale. Potenzialità spesso trascurate, ma su cui si confronterà il mondo scientifico nell’ambito del secondo convegno nazionale “Piante mediterranee: valorizzazione delle risorse e sviluppo sotenibile”, in programma giovedì 7 e venerdì 8 ottobre all’hotel Kaos di Agrigento. Ad organizzarlo è il consorzio CoRiSSIA con il dipartimento di Agronomia ambientale e territoriale della facoltà di Agraria dell’Università di Palermo, l’assessorato Agricoltura e foreste della Regione siciliana, la Società orticola italiana, l’Istituto sperimentale per la floricoltura di Sanremo e la Società italiana di agronomia. Abbiamo incontrato Claudio Leto promotore del convegno (nella foto con Mario Licata, membro dello staff organizzativo).
Professore, perché un convegno sulle piante mediterranee?
”C'è grande attenzione su questo argomento nel mondo della ricerca scientifica. Oggi, infatti, si punta sulla valorizzazione della biodiversità vegetale.
Le piante mediterranee trovano largo impiego nei settori farmaceutico e della cosmesi, sono utilizzate per la produzione della carta e dall’industria alimentare per gli aspetti salutistici”.
Può fare qualche esempio concreto di utilizzo delle piante mediterranee?
”Alcune piante tipiche della nostra macchia, come l’origano, il rosmarino ed il timo, sono conosciute principalmente per l’aspetto condimentario, ma presentano proprietà antiossidanti. Sono utili, cioè, a combattere i radicali liberi che causano l’invecchiamento delle cellule. Vengono dunque impiegate dall’industria farmaceutica per usi fitoterapici.
Le piante e gli arbusti mediterranei come la ginestra, inoltre, danno un’ottima cellulosa per la produzione di carta che può essere utilizzata in sostituzione di quella ricavata dagli alberi. I vantaggi sono diversi. Economicamente, si limiterebbero le spese per la produzione di carta o di pasta di cellulosa, che rappresentano una nota dolente nella bilancia statale dei pagamenti. Per quanto riguarda la tutela ambientale, si porrebbe un freno al disboscamento. Una cosa è distruggere i boschi, altro è coltivare ginestre. I Paesi dell’Europa dell’Est, ad esempio, stanno distruggendo molte foreste perché, non avendo monete forti per i pagamenti, utilizzano le materie prime come merce di scambio.
Le flora spontanea aloresistente è importante anche per arginare l’erosione delle dune e recuperare le zone costiere. Molti lavori di ‘salvataggio’di queste aree sono falliti proprio perché sono state utilizzate specie non autoctone, incapaci cioè di adattarsi al nostro territorio e al nostro clima”.
Il convegno ha carattere internazionale?
”In realtà volevamo dare un carattere nazionale, ma c’è stata una forte richiesta da parte dei colleghi dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Saranno presenti docenti spagnoli e francesi ed un’associazione non governativa libanese, interessata all’uso delle piante nell’industria alimentare per fini umanitari. Hanno chiesto di partecipare anche il Governo algerino e quello del Marocco, che invieranno rappresentanti delle loro Università.
Interverranno anche, in qualità di relatori, il professore Sid Ahmed coordinatore generale del ‘Progetto Euromed’ e Fred Steenhoff come rappresentante dell’Unione europea. Almeno 300 persone saranno presenti per tutta la durata del convegno”.
Quanto tempo richiede l’organizzazione di un simile evento?
”Il nostro staff ha lavorato per più di un anno a tempo pieno. Sono stati curati gli aspetti pratici, come la sistemazione degli ospiti nelle strutture alberghiere, e quelli scientifici come la cernita dei lavori. Ne verranno presentati ben 170”.
Che fondi sono stati utilizzati per il convegno?
”L’organizzazione è del Co.Ri.S.S.I.A. ,Consorzio di ricerca per lo sviluppo di sistemi innovativi agroambientali, che si interessa soprattutto di tutela e valorizzazione della biodiversità vegetale, desertificazione, emergenza idrica e recupero di aree degradate.
I fondi provengono da enti pubblici nazionali, regionali e dalla Provincia di Agrigento”.
Nadia Palazzolo

(5 ottobre 2004)

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