|
|
|
|
Approfondimento
Ingegneria |
|
|
040914napaAPing
Collaborazioni
e master nel dipartimento di Francesco Di Quarto
Ingegneria chimica: formule per fare ricerca in Europa
E’ un polo di ricerca “atipico”, che gestisce
una specializzazione di secondo livello e collabora con Università europee
e americane. In cinque anni ha ottenuto otto patentini e curato centinaia
di pubblicazioni. Il direttore: ”Cerchiamo di fare il meglio con
le risorse che abbiamo”
Negli
ultimi cinque anni ha ottenuto otto patentini europei, tre estesi anche
agli Stati Uniti, è al centro di una rete di studio europea e porta
avanti molti ricerche in collaborazione con industrie private e pubbliche
amministrazioni: è il dipartimento di Ingegneria chimica dei processi
e dei materiali. Per conoscere meglio le attività della struttura,
abbiamo incontrato chi la dirige da cinque anni, il professore Francesco
di Quarto.
Professore, quando nasce il dipartimento?
“Il dipartimento di Ingegneria chimica dei processi e dei materiali
nasce ufficialmente nel dicembre del 1987. La struttura però funzionava
già da alcuni anni come Istituto di ingegneria chimica, dove erano
confluite le cattedre di Elettrochimica, Principi di ingegneria chimica
e Chimica industriale”.
Quali sono le vostre attività di ricerca?
“Questo è un dipartimento ‘atipico’, perchè
racchiude settori di ricerca che riguardano tutti gli ambiti dell’Ingegneria
chimica, compresa quella ‘generale’di ingegneria. Rivolgiamo
grande attenzione alla chimica dei composti di coordinazione di interesse
industriale così come all’introduzione delle nuove tecnologie
nei processi chimici e all’elettrochimica di metalli e semiconduttori.
Parte delle nostre ricerche si soffermano anche sulla chimica delle radiazioni
e sulla sicurezza e l’affidabilità degli impianti.
Abbiamo avviato anche un’iniziativa di ricerca relativa allo studio
del degrado di materiali tradizionali e alla definizione di criteri di
compatibilità e reversibilità nella scelta dei materiali
da utilizzare negli interventi di restauro per i beni culturali. Non possiamo,
poi, trascurare lo studio di nuovi materiali eco-compatibili”.
Portate avanti gli studi in collaborazione con altre strutture
ricerca nazionale e internazionali?
“Vantiamo un buon inserimento nel circuito di ricerca nazionale
e internazionale. Ci avvaliamo di importanti collaborazioni in diversi
settori. Per gli impianti chimici lavoriamo a stretto contatto con le
Università di Bath, Birmingham e Santa fé. La chimica industriale
ha invece un unto di riferimento a Parigi, Amburgo, Salonicco e Ulm. La
ricerca incentrata sulla chimica generale e sui principi di ingegneria
chimica è svolta in sinergia con Salamanca, Cardiff, Sapporo, il
Centro di ricerche Ici e il Csic di Madrid.
L’Università di Manchester, quella dell’Ohio e l’Accademia
delle scienze russe sono invece coinvolte nelle ricerche di chimica fisica
applicata.
Siamo una presenza attiva nel panorama internazionale, anche per quanto
concerne convegni e pubblicazioni scientifiche”.
Avete attivato dei dottorati di ricerca?
”E’attivo un dottorato di ricerca in Tecnologie chimiche dei
nuovi materiali, finanziato con il contributo dell’Unione europea.
In totale, nel nostro staff ci sono 13 dottorandi. Prima eravamo consorziati
con il Politecnico di Milano per un dottorato di ricerca in 'Ingegneria
elettrochimica’ e con l’Università di Napoli per uno
in ‘Ingegneria chimica’, ma non sono stati rinnovati dopo
l’ultima riforma. Inoltre, abbiamo attivato un master di secondo
livello in ‘corrosione e produzione di materiali metallici’
E’ gestito direttamente dal dipartimento?
”Sì, è un altro elemento che ci rende ‘atipici’
nel panorama dipartimentale. Ha durata annuale e si concluderà
tra marzo e aprile. Abbiamo ricevuto un congruo contributo da parte dell’Unione
europea e manderemo nove studenti a Manchester, tre a Parigi e uno a Milano.
Altri due ragazzi invece resteranno qui da noi. Organizzeremo una giornata
per la presentare i risultati e dibattere su una tematica specifica, probabilmente
la corrosione del calcestruzzo”.
Quali sono i principali ostacoli che riscontrate nella quotidianità?
”I limiti sono soprattutto nei servizi. Abbiamo molti laboratori,
ma risentiamo della carenza di attrezzature adeguate e personale tecnico.
La politica del personale è stata discutibile. Devo sottolineare
che non si punta abbastanza sulla ricerca. Eppure, è l’unica
via per fare impresa ed essere al passo con il resto del mondo. Cerchiamo
di fare il meglio con le risorse che abbiamo”.
Nadia Palazzolo
(14 settembre 2004)
rev damo
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|