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L’inizio delle lezioni a rischio per le proteste contro la riforma Filologia moderna: al via un nuovo corso specialistico Attivato dalla facoltà di Lettere, il biennio prevede due percorsi: uno filologico–letterario e uno filologico–linguistico. Le collaborazioni di cui potrebbe avvalersi sono quelle di case editrici e redazioni giornalistiche. Pochi, però, risultano essere gli iscritti al primo anno Così come in altre facoltà, anche a Lettere verranno attivati, da quest’anno, i corsi di laurea specialistica voluti dalla riforma universitaria. Si tratta di corsi biennali: seguono quelli triennali che hanno già concesso agli studenti di conseguire una laurea di primo livello. Su una di queste nuove specializzazioni, Filologia moderna, abbiamo fatto qualche domanda alla docente responsabile, Maria Gaetana Rinaldi. Di che si occupa il corso di laurea da lei coordinato? Il nostro indirizzo di specializzazione prevede due percorsi: uno filologico–letterario e uno filologico–linguistico. L’obiettivo di questa laurea di secondo livello è quello di fornire allo studente una competenza maggiore in settori fondamentali della facoltà di Lettere. Ci dedicheremo quindi all’approfondimento delle conoscenze già acquisite nel triennio, come le letterature moderne, le due branche di filologia, romanza e italiana e, infine, la linguistica italiana. Quali potrebbero essere in questo caso gli sbocchi professionali previsti? Beh, quello tradizionale di un laureato in Lettere, cioè l’insegnamento, viene superato dai più vari: da chi si occupa di ricerca, fino al giornalismo e all’editoria. Il vostro corso si avvarrà di collaborazioni esterne all’università? Lo faremo quanto più possibile. Finora abbiamo avuto contatti ed esperienze con alcune case editrici ottenendo, in qualche caso, degli ottimi risultati, per i nostri laureati di primo livello. Ma questo tipo di rapporto è ancora da potenziare e da estendere anche ai laureati di secondo. Come si svolgeranno, allora, le lezioni per questi ragazzi? Tenteremo di coinvolgere anche loro in operazioni di questo genere, considerati i risultati raggiunti da qualcuno dei loro colleghi del triennio, che hanno avuto finanche la possibilità di firmare dei contratti di lavoro con le case editrici che citavo poco fa. Ma vorremmo attivare tirocini anche presso delle redazioni giornalistiche, per quanto – ci rendiamo conto – non sarà un’impresa facile. Perché? Dato il moltiplicarsi dell’offerta didattica, derivato dalla riforma universitaria, numerose classi di laurea guardano agli stessi ambiti per potere svolgere i propri stage e, poiché sarà sempre più difficile accontentare tutti, le cose si complicheranno enormemente. Quanti sono i posti a disposizione del corso e come vi si accede? In realtà, non abbiamo fissato un tetto massimo d’iscritti. Tra l’altro, pensiamo che coloro che lo faranno, saranno pochi quest’anno, in quanto molti studenti sono ancora indietro con gli esami del triennio e non possono dunque accedere al biennio. A ogni modo, ci sono dei requisiti minimi di base che lo studente, che intende proseguire gli studi seguendo questo indirizzo, deve possedere: innanzitutto viene ovviamente richiesto il completamento del percorso formativo della laurea di primo livello in Lettere moderne. Ma si deve anche dimostrare di avere raggiunto delle competenze di base: nel caso in cui questo non fosse avvenuto, lo studente comincerà il proprio biennio di specializzazione portando con sé dei debiti formativi da saldare entro i due anni di corso. Credo che dovrei fare un "in bocca al lupo" ai ragazzi e augurare loro buon inizio… Sperando che i ragazzi comincino a frequentare le lezioni, com’è previsto, i primi di ottobre… Potrebbe non essere così? Il rischio c’è, perché stiamo manifestando il nostro dissenso alla politica universitaria del ministro Moratti. Abbiamo deciso, infatti, di non dare la nostra disponibilità alle supplenze e questo potrebbe comportare uno slittamento dell’inizio del nuovo anno accademico. Barbara
Giangravè
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