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Approfondimento
- Cultura e spettacolo |
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040913bagiAP
Croff e Müller: “Abbiamo
confezionato un’edizione prestigiosa”
“Vera Drake” di Mike Leigh trionfa
a Venezia
Alla
Mostra del Cinema Gianni Amelio, favorito alla vigilia, è rimasto
a bocca asciutta. Premiati dalla giuria anche il regista portoghese Alejandro
Amenabar e quello coreano Kim Kiduc. Numerosi i riconoscimenti collaterali
assegnati da giornalisti e critici
Il
film inglese "Vera Drake" si è aggiudicato il Leone d'oro
della 61esima mostra del cinema di Venezia. La cerimonia di premiazione,
svoltasi nel suggestivo scenario del teatro La Fenice, è stata
condotta, così come quella di apertura, dall’attrice Claudia
Gerini ed ha visto la partecipazione di una straordinaria Sophia Loren
nelle vesti di madrina della manifestazione. Dopo aver ricevuto il tanto
ambito premio dalle mani della settantenne icona del cinema italiano,
il regista inglese Mike Leigh ha parlato delle difficoltà, anche
di carattere economico, che hanno reso difficili le riprese del suo film.
Gli altri premi sono stati così assegnati: gran premio della giuria
a “Mare dentro” del portoghese Alejandro Amenabar; premio
della regia al coreano Kim Kiduk, che ha presentato “La casa vuota”;
coppa Volpi agli attori Javier Bardem, per “Mare dentro” e
a Imelda Staunton, per “Vera Drake”.
Al film dell’italiano Gianni Amelio, “Le chiavi di casa”,
dato per favorito alla vigilia della premiazione, non è andato
un solo riconoscimento. Il premio intitolato a Marcello Mastroianni, come
miglior attore emergente, che inizialmente sembrava essere del giovane
Andrea Rossi, coprotagonista della pellicola insieme a Kim Rossi Stuart,
è andato invece ai due protagonisti del film di Guido Chiesa, “Lavorare
con lentezza”, Marco Luisi e Tommaso Ramenghi.
Il premio Osella, infine, per un contributo tecnico di particolare rilievo,
è andato ad Hayao Miyazaki per “Il castello di Howl”.
Immancabili le polemiche sulle scelte effettuate dalla giuria, anche all’interno
della giuria stessa, composta da John Boorman, Wolfang Becker, Mimmo Calopresti,
Scarlett Johansson, Spike Lee, Dusan Makaveiev, Pietro Scalia, Helen Mirren
e Xu Feng. Secondo indiscrezioni, infatti, alcuni giurati (ma non è
dato sapere quali) si sarebbero dissociati dal verdetto.
A gettare acqua sul fuoco ci hanno pensato, a fine serata, il presidente
della Biennale, Davide Croff, e il direttore della mostra, Marco Müller,
i quali, chiamati sul palco dalla Gerini, hanno sottolineato gli sforzi
degli organizzatori per confezionare un’edizione prestigiosa. Ma
non è dato sapere neanche, per il momento, se ci siano riusciti
oppure no.
Mentre a Venezia
cala il sipario - e una cena di gala per 900 invitati nel cortile di Palazzo
Ducale continua a sottolineare questi sforzi (e sfarzi) - adesso tocca
ai botteghini dei cinema esprimere il loro verdetto. E chissà che
gli spettatori non ribaltino l'esito del festival… Nell’attesa,
comunque, ci hanno già pensato i riconoscimenti collaterali, almeno
quelli di giornalisti e critici.
Il Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici ha assegnato a
Kim Rossi Stuart, per “Le chiavi di casa”, (film che in questa
categoria ha fatto incetta di premi) e a Valeria Bruni Tedeschi, per “5x2”,
il premio come migliori attori e a “Vento di Terra”, di Vincenzo
Marra, quello come opera innovativa.
Menzioni speciali sono state rivolte a “Come inguaiammo il cinema
italiano” di Ciprì e Maresco e “La vita è breve
ma la giornata è lunghissima” di Pellegrini e Zanasi.
Il Leoncino d’Oro Agiscuola se lo è aggiudicato Kim Kiduk,
mentre l’Isvema, del Sindacato critici cinematografici italiani,
è stato conquistato dal film “Prendere moglie” di Ronit
e Shlomi Elkabetz.
I riconoscimenti Arca Giovani sono andati rispettivamente a: “Mare
dentro” (miglior film), “Nemmeno il destino”, di Daniele
Gaglianone, (film italiano), “Un silenzio particolare”, di
Stefano Rulli, (film digitale).
Future Film Festival Award è stato assegnato a “Collateral”
di Micheal Mann, Human Rights Film Network Award a “The Three Rooms
of Melancholia” di Piro Honkasalo e il premio Fulchignoni, infine,
a “La terra dell’abbondanza” di Wim Wenders.
Barbara
Giangravè
(13 settembre 2004)
rev abr
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al n. 10 del 1/6/2001
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