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Primo Piano - Esteri |
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040913bagi
Prodi e Follini: "I ricatti
dei terroristi non sono accettabili"
Italiane rapite, nuovo ultimatum al governo
italiano
Ventiquattro
ore concesse all'Italia per ritirare le proprie truppe dall'Iraq o le
due volontarie ostaggio dei guerriglieri, Simona Pari e Simona Torre,
saranno sgozzate. Intanto, il ministro degli Esteri, Franco Frattini,
è partito stamane, alla volta della regione del Golfo. Non si sono
fatte attendere le reazioni di sdegno da parte del mondo politico e l'appello
della famiglia Pari a fare tutto il possibile per le due ragazze
Il
ritiro delle truppe dall'Iraq o Simona Pari e Simona Torre, le due volontarie
italiane ostaggio di guerriglieri iracheni, saranno sgozzate. E' questo
il nuovo ultimatum, rivolto al governo italiano, che è apparso
ieri mattina sul sito web "Yaislah.org". Ventiquattro ore di
tempo (a partire dalla pubblicazione dell'ultimo comunicato, cioè
dalle 10,29 di ieri) sono state concesse all'Italia per ritirare le proprie
truppe.
Non si sono fatte attendere le reazioni da parte del mondo politico.
"Abbiamo mobilitato il mondo islamico", ha detto il ministro
degli Esteri, Franco Frattini, che stamane è partito alla
volta dell'Iraq, nel tentativo di favorire la liberazione degli ostaggi.
La sua missione comincerà in Kuwait.
Romano Prodi, prima di lasciare Camaldoli, dove si è tenuto
un convegno su Gerusalemme, ha detto: "Gli ultimatum non sono accettabili:
non ci si fa ricattare"
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso anche il segretario
dell'Udc, Marco Follini, che ha affermato: "La barbarie
e gli ultimatum del terrorismo non possono essere ammessi".
Nel frattempo si sono fatti sentire anche i familiari di Simona Pari con
un messaggio firmato dal padre e dal fratello della ragazza, nel quale
si legge: "Bisogna proteggere queste margherite, bisogna fare di
tutto per tenerle al riparo da chi le vuole calpestare".
Al termine dell'incontro, che si è svolto venerdì,
tra il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e il presidente
iracheno, Ghazi al Yawar, i due leader di governo hanno confermato la
volontà del paese italiano di proseguire la propria missione in
Iraq e di quello iracheno di impegnarsi a fondo per ottenere una conclusione
positiva della vicenda.
Barbara Giangravè
(13 settembre 2004)
rev mate
Il
primo Ultimatum di 24 ore
>>Bagdad
manifesta per liberarle
>> Polo
e l' Ulivo: "Insieme per salvarle"
>> Berlusconi:
no al ritiro delle truppe
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al n. 10 del 1/6/2001
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