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Facoltà di Medicina
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Il dipartimento
partecipa a gruppi di ricerca nazionali e internazionali
Oncologia, ricerca sul genoma e assistenza quotidiana
Nel reparto del policlinico ci si divide tra gli studi sulla mappa
genetica dell’uomo, con le sue applicazioni in campo oncologico,
e il continuo sostegno ai pazienti affetti da malattie tumorali
Dalla
ricerca di base e applicata alla messa a punto di nuovi protocolli di
cura, passando attraverso l’ordinaria attività di assistenza
ai pazienti. Queste le peculiarità del dipartimento di Oncologia
sperimentale e applicazioni cliniche, nato nel 2001 dall’esperienza
del preesistente Istituto di Oncologia, che ha sede presso il policlinico
universitario "Paolo Giaccone".
"Al centro delle nostre attività - afferma Ignazio Carreca,
docente di Oncologia medica e membro del dipartimento – un posto
d’onore è dedicato alla ricerca”. Numerosi sono infatti
i progetti di studio che vedono coinvolto il dipartimento in prima persona
e in collaborazione con altri gruppi di ricerca, anche internazionali.
"Abbiamo avviato, in concomitanza con altri atenei ed altre strutture
ospedaliere, una serie di progetti finalizzati alla messa a punto di terapie
particolari per le varie fasi, anche avanzate, della malattia tumorale.
Facciamo parte - continua Carreca - di un gruppo di studio a livello mondiale
sulla terapia endocrina dei tumori della mammella e presto faremo il punto
sui nuovi protocolli di cura insieme all’Fda (Food and Drug Administration,
ndr), l’agenzia del governo americano che coordina e sovrintende
alla commercializzazione dei farmaci e degli alimenti”. L’attività
del dipartimento comprende anche un importante progetto di ricerca che
prende le basi dalla recente scoperta del genoma umano, l’intero
profilo genetico dell’uomo grazie al quale in pochi anni sarà
possibile prevedere le predisposizioni di ogni soggetto allo sviluppo
di determinate malattie tumorali e mettere a punto terapie sempre più
personalizzate ed efficaci. “Di questi studi - continua l’oncologo
- si stanno occupando il professor Luigi Castagnetta e il suo gruppo di
lavoro, ciò potrà darci in futuro la possibilità
di battere sul tempo alcune tipologie di tumore”.
Altra tematica affrontata con molta attenzione è quella relativa
alle neoplasie degli anziani, che aumentano così come la vita media.
“Sono malattie - afferma Carreca, anche presidente della Società
italiana di geriatria oncologica - che attaccano soggetti i quali non
hanno la stessa reazione di un organismo giovane. Purtroppo in questi
casi - continua - non sempre l’obiettivo è l’estirpazione
del male ma la sua cronicizzazione, ciò consente all’anziano
di convivere in maniera accettabile con la malattia. Per studiare questi
tipi di tumore ad ottobre organizzeremo un incontro presso il Centro studi
internazionali 'Ettore Majorana' di Erice. Sarà un workshop preparatorio
in vista di una conferenza mondiale sullo stesso tema che si terrà
nel 2005, e alla quale interverrà anche il direttore del National
cancer institute (Andrew C. Von Eschenbach, ndr)”.
A queste importanti linee di ricerca si affianca la quotidiana assistenza
che la divisione di oncologia medica offre ai pazienti neoplastici, grazie
anche alla collaborazione del dipartimento assistenziale diretto dal professore
Latteri, la diagnosi e la cura, anche in Day-Hospital, attraverso l’applicazione
dei normali protocolli chemioterapici.
Croce e delizia del dipartimento, infine, è l’assistenza
domiciliare ai malati terminali. “Già qualche anno fa - afferma
l’oncologo - avevamo avviato un progetto di telemedicina che prevedeva
la creazione di un centro d’ascolto permanente presso i nostri locali
e la rilevazione dei parametri vitali direttamente dal letto del paziente;
il passo successivo sarebbe stato la costituzione di un’unità
mobile di assistenza. L’esperimento dimostrò che la cosiddetta
ospedalizzazione domiciliare consente di abbattere i costi per il sistema
sanitario e allo stesso tempo di offrire un ottimo servizio all’utenza,
sia sotto il profilo professionale che umano. Purtroppo la carenza di
fondi ci costrinse a sospendere un servizio che riteniamo utile e che
contiamo di riattivare al più presto”.
Salvatore Cataldo
(31 agosto 2004)
reva damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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