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Cultura e Spettacolo

040906nora
E' arrivato in Italia il film della coppia d’oro Spielberg-Hanks

The terminal, ecco l’America dopo l’undici settembre
La vicenda racconta la storia di un immigrato giunto in America per mantenere la promessa fatta al padre, ma per motivi di sicurezza è costretto a vivere all’interno dell’aeroporto. Victor, vittima della fobia americana del terrorismo, sarà costretto ad aspettare mesi prima di realizzare il suo sogno. Il film racconta soprattutto l’aria che negli Stati Uniti si respira dopo Ground Zero

Un immigrato della Kraocozia, un immaginario stato sovietico, che arriva nella blindatissima America del dopo undici settembre, una promessa fatta al padre, chiusa in barattolo di noccioline e l’incontro con una hostess dalla vita sentimentale complicata sono gli ingredienti della nuova pellicola della coppia d’oro del cinema americano, Steven Spielberg e Tom Hanks.
The Terminal, liberamente ispirato a una storia vera, racconta le disavventure di Victor Navorski che, arrivato all’aeroporto J.F.K. di New York è costretto per motivi di sicurezza a restare all’interno dello scalo internazionale. Nel suo paese c’è stato un colpo di stato, quindi lui proviene da una nazione non riconosciuta dagli Stati Uniti e di conseguenza è uno straniero senza cittadinanza.
Victor è circondato dall’indifferenza della gente, ma il suo ingegno e la sua l’ingenuità finiscono per conquistare molti immigrati che come lui provano lo stesso disagio. Un film che racconta non solo le disavventure di questo, a volte goffo, personaggio, ma soprattutto la fobia degli americani di essere attaccati così come avvenne l’undici settembre di tre anni fa. "Mai più vulnerabili" è il nuovo motto americano. Victor trascorre così interi mesi ad aspettare di poter mantenere la promessa fatta al padre. Intanto incontra anche l’amore, ma Amelia (Catherine Zeta Jones), una hostess, non riesce ad abbandonarsi al suo affetto.
Il film ha sicuramente una formula vincente perché riesce a conquistare lo spettatore attraverso equivoci, momenti grotteschi e tristemente realistici che lasciano spazio alla riflessione sulla nuova realtà americana dopo il Ground Zero. Da vedere.
Eleonora Mannino

(6 settembre 2004)

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