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Scienze della
formazione
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040906aldo
Molte le richieste solo 35 i posti disponibili
Linguaggio dei segni: alla scoperta
di un nuovo mondo
Nasce
a Palermo il primo master specifico italiano volto a formare assistenti
alla comunicazione e interpreti della Lis. Coordinatrice del corso biennale
sarà la professoressa Epifania Giambalvo, coadiuvata da Elena Mignosi,
docente e ricercatrice
"C'è persino chi chiede
di anticipare la laurea a settembre per poter prendere parte al master".
Ancora non è stato fatto il bando di concorso, ma sono già tante le richieste
per entrare a far parte del master biennale, il primo in Italia, in Assistenti
alla comunicazione e interpreti della Lingua italiana dei segni (Lis).
Sono soddisfatte ed orgogliose le professoresse Epifania Giambalvo, coordinatrice
del master ed Elena Mignosi, collaboratrice che si occuperà anche
della stesura del programma del piano di studi. "Effettivamente -
afferma la Giambalvo - esistono lauree specialistiche su questo argomento
nelle università di Venezia e Trieste, ma in Italia siamo i primi
ad istituire un master specifico. Inoltre, essendo un corso della durata
di due anni, avrà il riconoscimento sia della Regione Sicilia che
della Comunità europea. Attestato che viene dato soltanto ai corsi
superiori alle 900 ore. Quindi i laureati che frequenteranno il master
avranno la possibilità di partecipare a concorsi fino a livello
internazionale".
Le difficoltà dei non udenti ad apprendere líoralità, hanno
fatto nascere l'esigenza di raccogliere in un unico linguaggio segnico
le diverse varianti delle comunità di sordi sparse per l'Italia,
così come viene fatto in ogni paese. "Infatti - racconta la
Mignosi - in Italia esistono tre diversi filoni linguistici delle comunità
di non udenti. C'è la comunità del nord-ovest, quella del
nord-est e quella del centro-sud. Le differenze sono sempre esistite,
ma dato che tutti i maggiori interpreti ed esperti di lingua dei segni
provengono da Roma, dal Cnr - il Consiglio nazionale delle ricerche -
è stata praticamente ufficializzata la lingua usata nel centro-sud".
Ed è proprio con alcuni studiosi provenienti dal Cnr di Roma e
soprattutto con la ricercatrice Elena Pizzuto, che la professoressa Giambalvo
e il suo staff hanno avviato una collaborazione per ottenere l'apporto
di alcuni tra i massimi esperti italiani di lingua per sordi. "A
noi, più che del ruolo che i docenti ricoprono nelle proprie università
- afferma la Giambalvo - interessa la loro esperienza sul campo e le loro
capacità didattiche, necessarie a formare professionalmente chi
frequenterà il corso". La scelta dipende dal fatto che il
master nasce ponendo massima attenzione alla capacità d'insegnamento
dei docenti, la maggior parte di essi sarà composta da sordi, anzi
"da sordi segnanti esperti di didattica della Lingua italiana dei
segni - precisa Mignosi - dato che per insegnare la Lis bisogna prima
conoscerla bene".
Obiettivo del master non sarà solo quello di insegnare una lingua
ai giovani laureati - i destinatari del bando sono solo laureati del nuovo
o del vecchio ordinamento - ma soprattutto far conoscere una nuova cultura,
un nuovo mondo, perchè come afferma la Giambalvo: "Ogni lingua
rappresenta una cultura".
La coordinatrice del master sottolinea un altro aspetto fondamentale:
"E' estremamente importante che si lavori con i bambini sordi, perchè
c'è una stretta connessione tra pensiero e linguaggio. Il mancato
o ritardato sviluppo del linguaggio impedisce lo sviluppo del pensiero.
Un gap che difficilmente si può recuperare, costringendo così
i sordi a vivere nell'isolamento". Gli sbocchi nel mondo del lavoro
saranno molti: la comunicazione tra sordi e con sordi ha attirato l'interesse
dell'opinione pubblica e così la formazione di scuole specialistiche
come questo master contribuirà a rendere sempre più professionale
la Lis. Bisogna sottolineare peraltro, come afferma Mignosi, "la
duplice valenza del master che formerà assistenti alla comunicazione,
ovvero persone che supporteranno i sordi nei luoghi di formazione, come
a scuola o anche per coadiuvare i non udenti nelle normali attività
quotidiane, in pratica dei mediatori linguistici. Ma il corso servirà
anche a formare interpreti della Lingua italiana dei segni, professionisti
che potranno essere utilizzati nei convegni o anche in televisione".
Il biennio prevede un programma di base per tutti i frequentanti, poi
insegnamenti più specifici a seconda dell'indirizzo che si vuole
intraprendere: assistente alla comunicazione o interprete. "Importanza
basilare - conclude Giambalvo - assume la prova finale, composta da tre
differenti esami: una traduzione, un elaborato su un tema scelto durante
il biennio e una lezione". Ma nonostante questa triplice prova finale,
le richieste per accedere al master sono state parecchie, e dato che i
posti disponibili sono solo 35, sarà necessaria una selezione.
Aldo Cangemi
(6 settembre 2004)
rev damo
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Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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