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Ingegneria

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Prova non selettiva. I candidati: "Utile a misurare le nostre capacità"

Il test per Ingegneria per l'ambiente e il territorio
"Non è stato difficile, fisica la materia più ostica"
Per molti studenti il livelllo di difficoltà non era troppo elevato. Nel caso di un punteggio basso si dovranno seguire dei corsi di recupero organizzati dalla facoltà. I ragazzi criticano invece i concorsi che limitano l'accesso ad alcuni corsi di laurea: "Bignerebbe dare a tutti la possibilità di seguire le proprie aspirazioni”

Fisica è stata la disciplina in cui i ragazzi hanno trovato maggiori difficoltà, ma c’è anche chi si è lamentato della sezione relativa alla comprensione del testo, perchè conteneva tre brani troppo lunghi rispetto al tempo messo a loro disposizione. Ma quasi tutti gli studenti non hanno dubbi sull’utilità dei test non selettivi, seguiti da un corso di recupero, che possono consolidare la preparazione delle matricole. Il discorso cambia per i test selettivi che limitano l’accesso perchè, secondo i candidati, nelle prove gioca un ruolo fondamentale il fattore emotivo. Così ha detto anche Lucia, 19 anni, che ha affrontato ieri il test non selettivo per il corso in Ingegneria per l’ambiente e il territorio, ma che spera di superare il concorso per entrare ad Architettura: “Finché le prove non limitano l'accesso sono utili perché ci fanno prendere coscienza dei nostri limiti. Ma non condivido quelle selettive: bisognerebbe dare a tutti la possibilità di seguire le proprie aspirazioni”.
Anche Pasquale Cusimano, docente di ingegneria presente durante lo svolgimento del compito, vede di buon occhio i test non selettivi in quanto permettono agli studenti di prendere coscienza delle loro lacune e del proprio livello di preparazione: “Hanno una loro utilità. Gli argomenti sono quelli tipici del corso di studi in ingegneria. Poi invoglia gli studenti a prepararsi preventivamente pensando che dovranno affrontare una selezione. Inoltre per quanto i corsi possano essere ben fatti, specialmente per gli argomenti di base, se ci sono delle lacune è bene che vengano colmate”. Cusimano sulla difficoltà del test non si pronuncia: “Gli opuscoli sono sigillati quindi lo sanno solo gli studenti l’entità delle domande”. Gli scorsi anni i quesiti alla commissione non sono sembrati particolarmente difficili, potevano rispondere studenti “che alle scuole superiori - ha aggiunto il docente - hanno studiato anche solo benino, nella sufficienza”. Comunque il limite per superare i test non selettivi non è molto alto, lo scorso anno sono passati studenti che in matematica avevano un ottimo punteggio. A tal proposito Cusimano spiega: "Ci siamo accorti negli anni passati che il livello di preparazione dal quale si esce dalle scuole superiori lascia molto a desiderare”.

Gli studenti che hanno deciso di abbracciare Ingegneria per l’ambiente e il territorio come corso di studi, si sono ritrovati presso l’edificio nove in viale delle Scienze, consci di affromtare un questionario il cui esito però non pregiudica l’iscrizione. Due ore e mezza per rispondere ad una batteria di domande che riguardano tre campi di studi principali quali matematica, fisica e chimica. Il test era suddiviso in cinque sezioni di trenta minuti comprendenti domande di logica, comprensione del testo, matematica uno, scienze fisiche e matematica due. Gli studenti da noi intervistati sul grado di difficoltà, da una scala di valori da uno a dieci, hanno quasi tutti dato come voto un sette pieno, tranne qualcuno che ha addirittura azzardato un cinque, ma ci ha confessato di aver studiato tantissimo durante l’estate.
All’ingresso nelle aule la tensione segna il volto degli studenti ma all’uscita sono più propensi a parlare con noi. Adesso, per loro non resta altro che sperare di ottenere un buon risultato. Ma la fortuna qui non ha potuto giocare un ruolo da protagonista visto che ad ogni domanda sbagliata vengono sottratti dal voto complessivo venticinque centesimi e c’è chi ha giustamente deciso di non tentare la sorte. La maggior parte di loro però si sente ottimista è pensa di aver fatto un buon lavoro.
Alessandro Baglieri

(2 settembre 2004)

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