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Ingegneria |
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040902aleb
Prova non selettiva. I candidati:
"Utile a misurare le nostre capacità"
Il test per Ingegneria per l'ambiente e
il territorio
"Non è stato difficile, fisica la materia più ostica"
Per
molti studenti il livelllo di difficoltà non era troppo elevato. Nel caso di
un punteggio basso si dovranno seguire dei corsi di recupero organizzati
dalla facoltà.
I ragazzi
criticano invece i concorsi che limitano l'accesso ad alcuni corsi di
laurea: "Bignerebbe dare a tutti la possibilità di
seguire le proprie aspirazioni”
Fisica è stata la disciplina
in cui i ragazzi hanno trovato maggiori difficoltà, ma c’è anche
chi si è lamentato della sezione relativa alla comprensione
del testo, perchè conteneva tre brani troppo lunghi rispetto
al tempo messo a loro disposizione. Ma quasi tutti gli studenti non
hanno dubbi
sull’utilità dei test non selettivi, seguiti
da un corso di recupero, che possono consolidare la preparazione delle
matricole.
Il discorso
cambia per i test
selettivi che limitano l’accesso perchè, secondo i candidati,
nelle prove gioca un ruolo fondamentale il fattore emotivo. Così ha
detto anche Lucia, 19 anni, che ha affrontato ieri il test non selettivo
per il corso in Ingegneria per l’ambiente e il territorio,
ma che spera di superare il concorso per entrare ad Architettura: “Finché
le prove non limitano l'accesso sono utili perché ci fanno prendere
coscienza dei nostri limiti. Ma non condivido
quelle selettive: bisognerebbe dare a tutti la possibilità di
seguire le proprie aspirazioni”.
Anche Pasquale Cusimano, docente di ingegneria presente durante lo
svolgimento del compito, vede di buon occhio i test non selettivi in
quanto permettono agli
studenti
di prendere coscienza delle loro lacune e del proprio livello di preparazione: “Hanno
una loro utilità. Gli argomenti sono quelli tipici del corso di studi
in ingegneria. Poi invoglia gli studenti a prepararsi preventivamente pensando
che dovranno affrontare una selezione. Inoltre per quanto i corsi possano essere
ben fatti, specialmente per gli argomenti di base, se ci sono delle lacune è bene
che vengano colmate”. Cusimano sulla difficoltà del test non si
pronuncia: “Gli opuscoli sono sigillati quindi lo sanno solo gli studenti
l’entità delle domande”. Gli scorsi anni i quesiti alla commissione
non sono sembrati particolarmente difficili, potevano rispondere studenti “che
alle scuole superiori - ha aggiunto il docente - hanno studiato
anche
solo benino, nella sufficienza”. Comunque il limite per superare i test
non selettivi non è molto alto, lo scorso anno sono passati studenti che
in matematica avevano un ottimo punteggio. A tal proposito Cusimano spiega: "Ci
siamo accorti negli anni passati che il livello di preparazione dal quale si
esce dalle scuole superiori lascia molto a desiderare”.
Gli
studenti che hanno deciso di abbracciare Ingegneria per l’ambiente
e il territorio come corso di studi, si sono ritrovati presso l’edificio
nove in viale delle Scienze, consci
di affromtare un questionario il cui esito però non
pregiudica l’iscrizione. Due ore e mezza per rispondere ad
una batteria di domande che riguardano tre campi di studi principali
quali matematica,
fisica e chimica. Il test era suddiviso in cinque sezioni
di trenta minuti comprendenti domande di logica, comprensione del
testo,
matematica
uno, scienze fisiche e matematica due. Gli studenti da noi intervistati
sul grado di difficoltà, da una scala di valori da uno a dieci,
hanno quasi tutti dato come voto un sette pieno, tranne qualcuno
che ha addirittura azzardato un cinque, ma ci ha confessato di aver
studiato
tantissimo durante l’estate.
All’ingresso nelle aule
la tensione segna il volto degli studenti ma all’uscita sono
più propensi
a parlare con noi. Adesso, per loro non resta altro che sperare di
ottenere un buon risultato. Ma la fortuna qui non ha potuto giocare
un ruolo da protagonista visto che ad ogni domanda sbagliata vengono
sottratti dal voto complessivo venticinque centesimi e c’è chi
ha giustamente deciso di non tentare la sorte. La maggior parte di
loro però si sente ottimista è pensa di aver fatto
un buon lavoro.
Alessandro Baglieri
(2 settembre 2004)
rev sage
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