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Facoltà di Medicina- Master

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Master di secondo livello in Cure palliative

Nuovo obiettivo: dal curare al prendersi cura

"Quando non è possibile far guarire il malato, almeno bisogna prendersene cura’". Salvarore Mangione, coordinatore dei corsi, spiega la filosofia che dovrà sostenere i medici qualificati nella gestione dei malati terminali


“Più umanizzazione e meno medicalizzazione, è quanto vogliamo insegnare a tutti i medici che s’iscrivono al Master di secondo livello in Cure palliative”, spiega il professore Salvatore Mangione direttore dei corsi.
Chi può partecipare?
Per accedere al master di secondo livello è necessaria la laurea in Medicina e chirurgia, dura due anni, 3 mila ore, per un totale di 120 crediti.
Il master può sostituire una scuola di specializzazione?

"No, non si sostituisce perché le scuole di specializzazione  ci sono sempre. Però non esiste ancora una scuola di specializzazione in Cure Palliative. Il sevizio sanitario nazionale, sia con il piano sanitari nazionale sia con il suo piano sanitario regionale, prevede un programma di attivazione di unità operative di cure palliative nel territorio".
Qual è il programma regionale di cure palliative?
"Esiste un piano già finanziato di  attivazione e istituzione e di unità di cure palliative. Esso prevede, inoltre, l’istituzione di “hospices”, (dizione anglosassone per ospizi, rifugi o luoghi dove vendono accolti coloro che hanno bisogno di cure). L’hospice è un reparto in cui il paziente, quasi sempre un paziente terminale, spesso finisce il proprio ciclo di vita.
Questi reparti hanno qualcosa  a che fare con la cosiddetta rianimazione?
No. La caratteristica principale dell’hospice è la cura dei sintomi e il miglioramento della qualità di vita sia sotto il profilo psicologico, spirituale e socio-familiare".
Il malato che entra in hospice può uscirne?
"Sì, il paziente può uscirne con un trattamento che va a continuare a casa. L’hospice fa da tramite tra il domicilio di questi pazienti e la struttura ospedaliera. I nostri ospedali, secondo le leggi che regolano qui in Italia il servizio sanitario nazionale, hanno come obiettivo la cura delle malattie. Quando non è possibile una 'cura', i medici non possono licenziare questi malati. Se non si può guarirli, almeno bisogna prendersi cura di questi pazienti. Il principio su cui si basano le cure palliative è lo spostamento ‘dal curare a prendersi cura’. Le cure palliative, possono anche continuare a casa con il coordinamento di una gestione territoriale con le Asl.
Attualmente questo tipo di servizi come viene svolto in Italia e in Sicilia?
Grazie all’intervento sul territorio di Onlus come la Samot o la Samo che si occupano di questi pazienti a domicilio. Le spese vengono rimborsate dal servizio sanitario nazionale. I medici ed infermieri che in genere si costituiscono in associazioni non hanno un vero e proprio iter formativo. Il master in cure palliative serve a dare una competenza a questi soggetti".
Quali requisiti sono richiesti a coloro che si vogliono iscrivere al master di secondo livello in Cure Palliative?
Per il master di secondo livello si pagano 1500 euro annui. Noi facciamo una graduatoria per coloro che vogliono entrare. I più meritevoli avranno la possibilità di fruire di borse di studio. Quest’anno ci sono a disposizione 5000 euro di fondi:  2000 euro verranno utilizzati per le borse di studio per coloro che sono più meritevoli, saranno assegnati circa 500 euro annui ciascuno.
Come fate la graduatoria?

Viene stilata in base ai titoli e con un colloquio motivazionale.
Da chi viene svolto il tutoraggio degli studenti?
Il tutoraggio viene fatto sia dai docenti che fanno parte del consiglio, sia da tutti i dirigenti sanitari medici che lavorano nei reparti dove gli iscritti al master devono fare il loro tirocinio. Se vengono qui al Policlinico c’è l’Unità di terapia per soggetti inguaribili ci sono dei dirigenti medici del servizio sanitario nazionale, i quali seguono i ragazzi iscritti al master.
In quali strutture sanitarie vengono svolte a Palermo le attività del master?
Policlinico, dove ci sono tre posti letto, e la casa di cura La Maddalena, specializzata in malattie oncologiche che ha a disposizione un hospice con otto posti letto.
Qual è lo sbocco lavorativo per i medici che avranno fatto questo tipo di studi?
Potranno dirigere le unità di cure palliative nelle unità territoriali e negli ospedali attrezzati in questo senso.
Silvia Iacono

(2 settembre 2004)
rev anme





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