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Facoltà di Medicina
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La sua
scuola di specializzazione accoglie 30 nuovi medici ogni anno
Tra didattica e terapia del dolore: è il D.A.R.E.
Il dipartimento di Scienze Anestesiologiche, Rianimatorie e delle
Emergenze porta avanti la ricerca sui trattamenti post-traumatici e le
terapie contro lo shock settico; attivo anche un master in cure palliative.
E all’orizzonte c’è “l’anestesia personalizzata”
Sviluppa
le sue attività nelle varie branche della medicina legate all’anestesiologia
e alle tecniche di rianimazione. Oltre a svolgere la quotidiana assistenza
al pubblico, ha al suo attivo diversi progetti di ricerca. Stiamo parlando
del dipartimento di Scienze Anestesiologiche, Rianimatorie e delle Emergenze
(D.A.R.E.), attivo presso il policlinico universitario ‘Paolo Giaccone’
e diretto attualmente dal professore Ambrogio Sansone.
"Al centro del nostro lavoro vi è l’anestesiologia –
dichiara Salvatore Mangione, membro del dipartimento e suo ex direttore
- una scienza che ha al suo interno varie anime, tutte presenti qui al
policlinico. La nostra attività principale riguarda la medicina
perioperatoria, cioè tutto ciò che interessa il paziente
prima, durante e dopo l’intervento chirurgico. Abbiamo anche dei
gruppi che lavorano sulla rianimazione e la terapia intensiva, questi
usufruiscono di un reparto con otto posti letto più due d’isolamento
per le malattie infettive. Altri spazi – continua Mangione –
sono dedicati alla fisiopatologia e terapia del dolore, alla medicina
critica extraospedaliera, cioè il 118 e le emergenze, per finire
con l’ossigenoterapia iperbarica. In tutti questi ambiti - conclude
– abbiamo dei gruppi che lavorano sia nella didattica che nella
ricerca scientifica”.
Per quanto riguarda l’anestesiologia, il dipartimento è inserito
in un gruppo nazionale di ricerca che sta portando avanti uno studio
sulle tecniche più avanzate di anestesia. “Ci stiamo avvicinando
al concetto di anestesia computerizzata - afferma Mangione. La
macchina infatti, in base ai parametri vitali del paziente e all’intervento
che questi dovrà subire, riesce a somministrare i farmaci in maniera
personalizzata, evitando i pericoli che possono sopraggiungere da un
dosaggio eccessivo o insufficiente”.
Ma la linea di ricerca più consolidata all’interno del D.A.R.E. è quella
relativa al trattamento delle coagulopatie del paziente critico. “Ci
occupiamo di questa tematica da più di 20 anni - afferma
l’ex direttore del dipartimento -, si tratta di pericolose modificazioni
dell’assetto coagulativo del sangue cui va incontro un soggetto
che ha subito un trauma plurimo; tali squilibri devono essere prontamente
corretti, viceversa possono portare il paziente ad uno stato di irreversibilità”.
Altro percorso di studi coltivato da più anni è quello
legato al trattamento della sepsi severa e dello shock settico: delle
violente forme d’infezione, anche post-operatoria, a cui l’organismo
non riesce a dare le dovute risposte immunitarie. “In questo caso – afferma
Mangione – siamo inseriti in un progetto nazionale di ricerca che
analizza le casistiche di 15 centri italiani, in tal modo riusciamo ad
avere una visione più allargata del problema”. Ma il dipartimento
rivolge la sua attività non soltanto a chi ha bisogno di cure
con l’obiettivo di una completa guarigione ma anche nei confronti
di chi ha il diritto di vivere in maniera accettabile gli ultimi giorni
della sua vita. Un’intera sezione, infatti, è dedicata
allo studio del dolore acuto e cronico post-operatorio, da cancro e
neuropatico. "Sono
del parere che la medicina moderna non deve abbandonare al proprio
destino chi non può guarire. Qualunque soggetto che necessita di cure
deve essere seguito anche se non è più nella possibilità di
riacquistare la salute. Presto, grazie ad una convenzione stipulata con
una O.N.L.U.S. palermitana, la F.A.P.S., saremo anche in grado di allestire
un’unità mobile di assistenza per malati terminali”.
Queste le parole del prof. Mangione che annuncia anche per quest’anno
l’avvio del Master in Cure Palliative: “La nostra è la
quarta università in Italia, dopo Milano, Verona e Roma, ad istituire
questo corso, rivolto a infermieri e farmacisti per il primo livello,
e ai laureati in medicina per il secondo”.
Naturalmente l’attività del dipartimento non si ferma alla
ricerca scientifica ma comprende anche la didattica pre e post-laurea: “Anestesia
e rianimazione è una disciplina presente in quasi tutti i corsi
di laurea – afferma il professore -, inoltre abbiamo un’ottima
scuola di specializzazione che ogni anno riceve 30 neolaureati. Gli specializzandi
non solo vengono coinvolti nelle attività didattiche, ma vengono
anche responsabilizzati nelle sale operatorie, in rianimazione e negli
ambulatori. Il tutto – conclude – avviene in perfetta intesa
con il personale medico e paramedico non legato all’università”.
Salvatore Cataldo
(2 settembre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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