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Approfondimento
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Dal Dias
anche progetti per combattere l’inquinamento atmosferico
Ingegneria dell’automazione e dei sistemi:
dalla matematica le linee guida per il futuro
Il polo di ricerca dell’ateneo palermitano vanta collaborazioni
con i più importanti centri di ricerca nel mondo. Gli studi presentati
in sede internazionale, però, “cadono nel vuoto nella nostra
stessa città”, lamenta il direttore Tommaso Raimondi
Dall’automazione
delle nostre case, all’inquinamento atmosferico, dal controllo della
velocità dei treni, allo sviluppo delle automobili elettriche.
Le ricerche condotte dal Dias, il dipartimento di ingegneria dell’automazione
e dei sistemi dell’Università di Palermo sono tante ed eterogenee.
Ne abbiamo parlato con il direttore Tommaso Raimondi, docente ordinario
di Controlli automatici.
Professore cosa si intende per ingegneria dell’automazione
e dei sistemi?
”Ci occupiamo dei metodi e delle tecniche per acquisire e manipolare
i dati volti all’automazione dei sistemi industriali e degli impianti
avvalendoci di un approccio unificante”.
Quali sono le vostre attività?
“Gli ambiti di ricerca sono diversi. Promuoviamo, ad esempio, studi
sulla modellistica e sul controllo dell’inquinamento atmosferico.
Il nostro obiettivo è costruire veri e propri modelli matematici,
utili perché consentono di fare delle previsioni sugli sviluppi
futuri di una situazione. Il modello ci dice come intervenire, secondo
quali linee sviluppare un’azione perché si raggiunga un obiettivo.
Altri studi sono focalizzati sul controllo innovativo dei sistemi elettromeccanici.
Sembra qualcosa avulsa dalla vita di tutti i giorni, ma riguarda anche
la possibilità di controllare la velocità dei treni che
utilizzano i motori detti ‘asincroni’. Un'altra linea di ricerca
è incentrata sul controllo adattivo ‘neuro-fuzzy-genetico’
di manipolatori robotici. In pratica, imitiamo il funzionamento del nostro
cervello quando è chiamato a risolvere un problema. Non ricorre
a modelli matematici, ma attua strategie ‘fuzzy’, cioè
incerte”.
Per quanto riguarda le ricerche sull’inquinamento, lavorate
in sinergia con le istituzioni?
”In realtà non c’è dialogo tra le istituzioni
e i dipartimenti, che sono gli organi deputati alla ricerca. Comune e
Regione hanno più volte dimostrato di non avere spirito innovativo,
gli stessi dati vengono forniti con riluttanza. Capita, così, che
lavori presentati in sede internazionale cadano nel vuoto nella nostra
stessa città".
Fate parte di una rete di ricerca internazionale?
“Ci confrontiamo con i principali centri di robotica a livello internazionale,
come l’università francese di Amiens e il Massachussets Institute
of tecnology. Il dipartimento ha anche stipulato una convenzione con le
università cinesi di Tsingua e Tianjin per il progetto "Asia
Pro-eco". La ricerca punta a migliorare le caratteristiche ambientali
degli edifici del sud-est asiatico. Le nostre collaborazioni si pongono
sul duplice piano didattico-scientifico. In realtà, lo scambio
tra le diverse università potrebbe compiersi al meglio se avessimo
a disposizione più fondi. Molti ragazzi, neolaureati e laureandi,
chiedono di partecipare alle nostre attività di ricerca, ma non
abbiamo le risorse per accoglierli. Al contrario, i nostri ragazzi viaggiano
molto. Per adesso uno dei nostri dottorandi lavora in presso l’università
tedesca di Ulm, altri sono invece negli Stati Uniti. Siamo attivi anche
all’interno della realtà locale. Collaboriamo con un consorzio
catanese per lo sviluppo della parte propulsiva dell’automobile
elettrica. Abbiamo preso parte al Progetto operativo nazionale in collaborazione
con l’Itis Volta e l’Itg Rutelli per la creazione di un laboratorio
per ricerche sulle energie alternative. Inoltre, abbiamo aderito al progetto
per l’autoimprenditorialità femminile nel settore dei Beni
culturali che si è concluso la primavera scorsa ad Agrigento”.
Come pensa si possa risolvere il problema della mancanza di finanziamenti
adeguati ?
”Potrebbero essere elargiti direttamente ai dipartimenti dopo l’approvazione
di progetti di ricerca, evitando la dispersione degli scarsi finanziamenti
riservatia a proposte culturali inadeguate”.
Nadia Palazzolo
(15 settembre 2004)
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al n. 10 del 1/6/2001
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