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La scarpa Calza a Pennello, una mostra dedicata a questo accessorio

Andrea Buglisi, Alessandro Bazan, Marcello Buffa, Andrea Di Marco e Davide Cappelli sono i cinque artisti palermitani che si confrontano con opere inedite sul tema della scarpa. L'esposizione si trova nella sede di AREArtecontemporanea, in piazza Rivoluzione,1. E' aperta ogni giorno, tranne il lunedì, dalle 19,30

La scarpa, oggetto del desiderio, protagonista di mode e manie, feticcio o accessorio da contemplare, desiderare, usare o gettare via. Nella mostra Calza a pennello, ospitata nei locali di AREArtecontemporanea (piazza Rivoluzione, 1), cinque pittori palermitani si confrontano con opere inedite dedicate a questo oggetto del quotidiano. “Con un effetto abbastanza spiazzante però, quasi nessuno di loro raffigura sandali, scarpe da ginnastica o tacchi a spillo - spiega Marina Giordano, curatrice della mostra - . L’oggetto è presente, è un particolare fondante del quadro, ma non la sua unica immagine o ragion d’essere”. La pittura dei cinque artisti palermitani, Alessandro Bazan, Marcello Buffa, Andrea Buglisi, Andrea Di Marco, Davide Cappelli, conferma la sua vocazione alla narrazione, al racconto per immagini, alla presa di possesso del reale, ma con una più forte spinta riflessiva, che in molti casi diventa perfino concettuale, senza per questo prescindere dalla sua concretezza e dal gusto per la manualità.
In Katia e le sue scarpe Alessandro Bazan si concentra sul senso feticistico del culto delle scarpe. L’artista raffigura uno dei suoi celebri nudi femminili al centro di uno stanzino, circondato da scaffali dove giacciono diverse paia di calzature dalle fogge più varie. L’ambiente sembra che si stia involvendo, sotto la spinta di una forza centripeta resa palpabile dalla pittura liquida che scivola sulla tela. Katia ci appare smarrita, denudata, priva di protezione, quasi lì lì per essere risucchiata dai suoi stessi oggetti del desiderio.
Il feticismo si trasforma in voyerismo nell’opera di Marcello Buglisi Fine stagione. Protagonista del quadro è una ragazza che contempla con sguardo quasi ipnotizzato la vetrina di un negozio, ovviamente di scarpe, nel periodo dei saldi. Nei suoi occhi un lampo, una scintilla, l’emozione di chi sta per soddisfare un desiderio e divora con gli occhi ciò che è al centro della sua ossessione, della sua voglia. Uno sguardo che entrando nella sala della mostra ipnotizza anche lo spettatore.
E' basata su spiazzamento, negazione e inquietante ironia l'opera di Andrea Buglisi, Piedino, un grande wall paint con l'inserimento di una tela su supporto rettangolare rigido a rilievo, in cui si trova il ritratto iperrealista di una bimba in tenera età mentre traccia le linee del gioco che tutti da bambini abbiamo fatto, tirando una pietra e saltellando con un piede solo.
Protagonista del quadro Imiei piedi dolci di Andrea di Marco è una scarpa da tennis adidas abbandonata sull'asfalto. Non si tratta però di una vecchia scarpa, ma di una nuova, coi colori ancora fiammanti. Inserita in uno dei contesti urbani cari al pittore, la scarpa diventa un oggetto enigmatico, con una storia misteriosa: che ci fà una scarpa così bella sull'asfalto, chi l'avrà persa?

La mostra resterà aperta fino al 30 settembre 2004 ed è visitabile ogni giorno, tranne il lunedì, dalle ore 19,30. L'esposizione si trova infatti nella sede dell'associazione AREA che è anche un locale notturno. "La scelta del soggetto è legata al recupero della memoria e della storia di questo spazio espositivo che per più di quarant'anni ha ospitato la ditta Lo Verso, un negozio di ingrosso e dettaglio di calzature - ha spiegato Marina Giordano -. Rievocare il passato di questo luogo significa riallacciare uno dei fili delle tante memorie e identità che si sono incrociate in questo quartiere della Fieravecchia".
Maria Teresa Camarda

(3 agosto 2004)

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