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040802dipa
Più di venti coloro che hanno conseguito il titolo
Produzione di beni materiali e immateriali:
riparte il dottorato di ricerca a Ingegneria

E' giunto al diciassettesimo ciclo il dottorato di ricerca in Ingegneria della produzione, uno dei più antichi. Tre i curricula previsti. Ai dottorandi sono assegnati alcuni corsi in base al curriculum o al settore scelto per la tesi. Molti trascorrono un periodo all'estero. Quasi tutti lavorano in centri universitari


Acquisire capacità di ricerca nei settori legati ai processi e alla produzione di beni materiali e immateriali. È questo lo scopo del dottorato di ricerca in Ingegneria della produzione, organizzato dal dipartimento di Tecnologia meccanica, produzione e ingegneria gestionale della facoltà di Ingegneria di Palermo, e aperto a tutti i laureati interessati i temi della produzione e dei processi produttivi, anche se finora è stato frequentato solo da ingegneri.
Il dottorato di ricerca, giunto al suo diciassettesimo ciclo, è uno dei primi e dei più antichi. Fu istituito nel 1984, tra diversi dipartimenti coordinati fra loro, ma dopo un anno si fermò sia per la mancanza di informazione che per la grande disponibilità di posti di lavoro, che spingeva molti a non frequentare più i corsi per aver trovato un'occupazione. Tra il 1989 e il 1990 è ripartito, con i professori della sola sede di Palermo.
“All’inizio - spiega il professore Nicola Alberti, responsabile del dottorato – ci occupavamo solo dei beni materiali. Poi ci siamo resi conto che molti dei principi utilizzati nella produzione dei prodotti industriali potevano essere utilizzati anche per beni immateriali", come l'organizzazione di uffici e ospedali. "Alcuni dottori infatti - aggiunge il professore Umberto La Commare, segretario del Consiglio dei docenti - hanno applicato gli argomenti che hanno studiato alla gestione dei progetti e della qualità in ambito sanitario”.
L'offerta formativa del dottorato si articola in tre tipi di curricula: tecnologie e sistemi di lavorazione, impianti industriali meccanici e ingegneria economico-gestionale.
Il Consiglio dei docenti, composto da circa dieci professori, analizza i curriculum dei dottorandi ammessi, in funzione dei quale viene assegnata la frequenza di determinati corsi. Sucessivamente, prosegue il professor Alberti, “ viene assegnato un tutor a ciascun dottorando, che ha precedentemente scelto il settore all’interno del quale svolgere, al termine dei tre anni, la tesi. A questo punto occorre frequentare alcuni seminari ed effettuare le ricerche necessarie per stilare uno o più articoli da pubblicare su prestigiose riviste internazionali”.
Il dottorato infatti si propone di fornire capacità di ricerca che possano essere utilizzate all’interno delle industrie o dell’università. Per questo la rete di collaborazione si estende a importanti centri di ricerca delle città di Berckeley e Cambridge in Gran Bretagna, alle università statunitensi di Columbus nell’Ohio , Ann Harbour nel Michigan e alla North Carolina State University, dove la maggior parte dei dottorandi trascorre un determinato periodo di tempo, come previsto dal loro piano di studi.
" Sono più di venti - spiega il professore La Commare - coloro che hanno già conseguito il titolo. Circa dodici-tredici dottori lavorano attualmente presso le Università degli Studi di Palermo, di Catania, della Calabria e della Basilicata e presso il Politecnico di Torino come ricercatori, professorri associati o ordinari".
Nonostante gli sbocchi lavorativi, la difficoltà nel reperire finanziamenti non ha permesso finora di ampliare l'offerta formativa a più di tre dottorandi per ciclo. "Per l'anno prossimo - aggiunge il segretario del collegio dei docenti - contiamo di aumentare il numero delle borse di studio grazie ai contributi di società esterne".
Chiara Di Pasquale

(7 settembre 2004)

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