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Cronaca universitaria |
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AP040708dipa
Ha
ottenuto un giudizio positivo del nucleo di valutazione dell'Ateneo
Tecnologie chimiche e dei nuovi materiali
Un dottorato per vincere la disoccupazione
Ha
ricevuto finaziamenti per borse di studio dal Fondo sociale europeo e
da alcune industrie con cui è collegato.Il dottorato rivolto a
laureati in Ingegneria industriale, fisica e chimica, si articola in tre
tipi di curriculum: mteriali polimerici e semiconduttori, tecnologie chimiche
e di processo, restauro.Quasi
tutti i dottori hanno già trovato lavoro
La
crescita della disoccupazione e l’allargamento del mercato economico
e del lavoro richiedono una formazione altamente qualificata anche dopo
la laurea. Il dottorato di ricerca in Tecnologie chimiche e dei nuovi
materiali si propone di soddisfare queste esigenze, formando esperti nei
settori delle tecnologie chimiche industriali, dei materiali, dello sviluppo
di apparecchiature per l’industria di processo e della salvaguardia
dell’ambiente e dei beni culturali.
Il dottorato, rivolto a laureati in Ingegneria industriale, fisica e chimica,
si articola in tre tipi di curriculum: materiali polimerici e semiconduttori,
tecnologie chimiche e di processo, restauro, e ha il suo punto di forza
nel rapporto con industrie italiane e straniere del settore. Alcune di
queste, come l’inglese Cytec o l’associazione costruttori
di macchine per materie plastiche, hanno finanziato borse di studio. Altri
finanziamenti sono giunti dal Fondo sociale europeo, mentre una valutazione
positiva è giunta dal nucleo di valutazione dell’Università
di Palermo.
“Il numero dei docenti - afferma il coordinatore, Francesco La Mantia
- varia secondo i cicli, oscillando tra 14 e 20 professori, tutti del
dipartimento di Ingegneria chimica dei nuovi materiali. Non è previsto
un piano di studi prefissato - aggiunge - perché i corsi variano
in relazione alle iniziative attivate per i dottorandi, che possono completare
la loro formazione in laboratori e università di altri paesi, come
la Gran Bretagna, la Francia, l'Olanda e la Spagna, in base al tipo di
tesi che vogliono preparare e alla possibilità di acquisire competenze
o utilizzare strumenti che non abbiamo nei nostri laboratori”. Le
aree specialistiche coltivate nell'ambito di questo dottorato sono in
linea con le necessità di sviluppare prodotti e metodologie di
produzione sempre più compatibili con la salvaguardia dell'ambiente,
della salute umana e della sostenibilità dello sviluppo, anche
a vantaggio delle generazioni future, e della tutela dell'ingente patrimonio
di beni culturali che caraterizza la Sicilia e l'Italia in generale. Questo
tipo di specializzazione, inoltre, si rivela utile anche in rapporto alla
presenza, suI territorio siciliano, del maggiore polo petrolifero e petrolchimico
europeo nell'area di Priolo-Augusta, di altri due poli dello stesso tipo
a Gela e a Milazzo, e di un tessuto di piccole e medie imprese operanti
nei settori della trasformazione delle materie plastiche e in quello agro-alimentare.
Il professore La Mantia si mostra soddisfatto per un dottorato che esiste
da circa otto anni, e che solo in pochi hanno abbandonato per aver trovato
occupazione. Del resto "l'inserimento dei dottori si è rivelato
finora talmente agevole che non è stato necessario intraprendere
azioni specifiche per promuovere ulteriormente questo dottorato".
Il prossimo anno partirà il diciottesimo ciclo, il cui responsabile
sarà Alberto Brucato, secondo quanto prevede il nuovo regolamento
interno del dipartimento.
“Un elemento nuovo - spiega il professore Brucato - sarà
certamente l’istituzione di una modalità di accertamento
del gradimento da parte dei dottorandi attraverso un comitato diretto
da un docente, non direttamente coinvolto come tutor, che intervisterà
i giovani per poi riferire al collegio dei docenti”. Intanto l’inglese
Imperial Chemical Industry ha già fornito una borsa di studio per
il ciclo 2005-2006.
Chiara Di Pasquale
(7 settembre 2004)
rev cave
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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