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Scienze matematiche,
fisiche e naturali
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Attive anche collaborazioni con
università straniere
Lo studio della terra e dei suoi segreti
Questi gli obiettivi del dottorato in Geologia
In funzione soltanto da due anni, il dottorato coordinato dal professor
Rodolfo Sprovieri, offre la possibilità ai 7 vincitori di concorso
di scegliere tra la ricerca di base, porta daccesso alla docenza universitaria,
e gli studi sulle attuazioni pratiche della Geologia
Lo
studio delle cause e dei meccanismi di trasformazione della crosta terrestre,
una forma dindagine sulla natura che affonda le sue radici nella
preistoria, quando la pietra costituiva la maggior parte degli utensili
e rappresentava lalloggio più sicuro per gli uomini. Questa
la priorità del dottorato di ricerca in Geologia, attivo da due
anni al dipartimento di Geologia e geodesia dellUniversità
di Palermo.
Coordinato da Rodolfo Sprovieri, docente di Micropaleontologia, il dottorato
consente ogni anno a sette neolaureati, di cui quattro con borsa di studio,
di approfondire le loro conoscenze scegliendo tra il campo della geologia
teorica (o di base), ramo che abbraccia scienze come la geofisica, la
geodinamica e la geologia storica, e quello della geologia applicata ai
materiali, alle costruzioni, alla ricerca dei minerali e dellacqua.
Prof. Sprovieri, quale percorso didattico devono seguire i dottorandi?
Liter formativo che si presenta ai vincitori del concorso
è quello standard di tre anni, allinterno dei quali è
prevista la frequentazione di corsi ad hoc per dottorandi e la partecipazione
a laboratori a livello internazionale in Italia e allestero; naturalmente
per questultima attività è previsto anche un surplus
nella borsa di studio. Il nostro dottorato prevede vari indirizzi scientifico-culturali:
in generale la scelta sarticola nei dottorati di ricerca di base
e in quelli di ricerca applicata a specifici ambiti di studio. Alla fine
di ogni anno i dottorandi discutono il loro lavoro davanti al collegio
dei docenti che provvede a valutare e, se necessario, a reindirizzare
il loro operato. Naturalmente - continua Sprovieri - i dottorandi vengono
coinvolti, compatibilmente con i loro studi e nel rispetto delle loro
esigenze personali, nelle attività didattiche e nelle esercitazioni;
in tal modo abbiamo la possibilità di valutare il loro impatto
con gli studenti e la didattica.
Qual è il suo giudizio sui mezzi che lUniversità
vi offre?
I laboratori di cui disponiamo sono abbastanza attrezzati ma i fondi
che passa lUniversità sono minimi, e i circa seicento euro
allanno per ogni singolo dottorando non riescono certamente a colmare
tutte le spese. Purtroppo questo è un problema comune a molti Atenei
nel nostro paese, dove la ricerca sta subendo delle forti limitazioni.
Quali sbocchi professionali si presentano ad un dottorando in geologia?
Naturalmente - afferma il docente - la speranza, specialmente per
chi ha scelto dindirizzare i propri studi verso la ricerca di base,
è quella di rimanere in ambito universitario, ma purtroppo non
è possibile accontentare tutti. Altre possibilità professionali
sono offerte dallinserimento nei quadri degli enti pubblici, in
particolare nei rilevamenti geologici, nelle ricerche di materie prime
come lacqua e nella tutela delle aree protette.
I vostri dottorandi hanno la possibilità di confrontarsi con
altre realtà, anche internazionali, tramite collaborazioni esterne?
Abbiamo varie collaborazioni esterne, sia italiane che estere, soprattutto
per chi sceglie la strada della ricerca applicata. Queste riguardano ad
esempio gli studi sulle risorse idriche avviati con la Russia, l'Israele
e lAfrica; in altre occasioni sono stati avviati dei contatti con
alcune università americane. In generale, direi che tutti i dottorandi
sono inseriti nella possibilità di avere collaborazioni esterne.
Che tipo di rapporto avete instaurato con gli enti pubblici?
Abbiamo degli accordi verbali, ma anche qualcosa di più stabile,
con alcuni enti locali; i progetti però subiscono spesso rallentamenti
burocratici. Lobiettivo è anche quello di far conoscere la
bravura dei nostri dottorandi in vista di un eventuale impiego in questi
enti.
Qual è il suo parere sullattività del dottorato?
Due anni sono certamente pochi per tracciare un bilancio, tuttavia
- conclude il coordinatore del dottorato - non posso nascondere la costanza
e la dedizione che i nostri ragazzi profondono nei loro studi e che daranno
certamente buoni frutti nellimmediato futuro.
Salvatore Cataldo
rev alr/damo
(28 luglio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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