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Approfondimento Lettere e Filosofia

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Il centro interdipartimentale è attivo dal 2001
Quale futuro per il sapere? Risponde il Cisap
Il Centro “Forme di produzione e trasmissione del sapere nelle società antiche e moderne “, è coordinato dalla professoressa Valeria Andòsi e si interroga su quali siano le origini della conoscenza e quali prospettive si aprono per i docenti dopo la riforma Moratti

Da alcuni anni alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Palermo opera il Cisap, Centro Interdipartimentale “Forme di produzione e trasmissione del sapere nelle società antiche e moderne”.
A coordinare le attività di ricerca storica ed epistemologica è la dottoressa Valeria Andò, docente di Lingua e letteratura greca nel corso di laurea in Lettere Classiche. E’ lei a spiegare per quali esigenze di studio si é costituito il centro nel 2001, quali sono gli scopi e i metodi di queste indagini sul sapere, e quali scenari la nuova riforma Moratti ha aperto per chi lavora nel campo della conoscenza.
“Il nostro lavoro di ricerca storica ed epistemologica é rivolta a tutti i campi del sapere - afferma la professoressa Andò - anche se il centro raccoglie al momento per lo più docenti delle facoltà di Lettere e filosofia, Scienze della Formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze politiche, Medicina e chirurgia”. Con una cadenza di tre - quattro settimane i docenti si incontrano e avviano dei dibattiti che riguardano non solo le aree del sapere di loro competenza, ma , come dichiara ancora la responsabile del centro “ci proponiamo un’indagine sul significato che la conoscenza ha assunto e assume ancora oggi all’interno dei diversi contesti che l’hanno prodotta , diffusa e tramandata. Intendiamo, inoltre, condurre un’analisi del rapporto tra chi trasmette la conoscenza e chi al riceve”.
Durante il primo anno i seminari sono stati centrati su fini e modalità della ricerca, sulla decisione di quali argomenti affrontare e sviluppare nel tempo. Nel 2002 la riflessione si é spostata sulla riforma scolastica e universitaria fatta approvare dal ministro Letizia Moratti, e gli interventi sull'argomento fatti durante i seminari sono confluiti in un convegno tenutosi nel febbraio scorso dal titolo: “Saperi bocciati. Riforma dell’istruzione, discipline e senso degli studi”. In questa occasione é stato presentato l’omonimo libro curato dalla professoressa Andò, nel quale emerge chiaramente la posizione di questi studiosi in merito alla riforma.
“Dopo esserci confrontati in vari incontri e aver discusso delle nostre esperienze concrete all’indomani della riforma, abbiamo formulato un documento di critica e di denuncia verso un sistema del sapere sempre più frammentario e rivolto esclusivamente al mercato del lavoro, ignorando che il sapere é soprattutto un desiderio di conoscere”, continua Andò. La critica é rivolta anche al fatto che l’attuale assetto del sistema scolastico sopravvaluta alcuni saperi, ritenuti maggiormente apprezzati nel mondo del lavoro, con una conseguente svalutazione di altri, primi tra tutti quello di stampo umanistico.
“Per discipline come il greco e il latino, la riforma rappresenta una reiterazione dello stato di crisi, che ha portato a restringere le risorse umane e economiche rivolte a questo campo di studi, costringendoci solo all’autoproduzione all’interno dell’accademia”, denuncia ancora la professoressa Andò.
Negli ultimi due anni questi studiosi si sono interrogati anche sulla valenza della “prova”, intesa come modello e pratica di verifica dei saperi.
Secondo la professoressa Andò “un sapere diventa trasmissibile solo nel momento in cui é verificabile e verificato. Solo attraverso la prova un concetto, una teoria o un metodo entrano a far parte della conoscenza; la verifica rappresenta il momento di attestazione di un sapere”.
Anche questo argomento è stato dibattutto durante i seminari, e anche questa volta il centro ha presentato le proprie riflessioni durante un convegno tenutosi l’8 e 9 giugno 2004. A questo incontro sono stati invitati a partecipare anche docenti di altre Università italiane (come Pisa, Torino, Milano, Firenze), e straniere.
La discussione sulla "prova" ha dimostrato che tra il sapere umanistico e quello scientifico ci sono molte più analogie di quante in realtà non si creda.
Il centro continuerà a perseguire questo percorso già tracciato e, come ha concluso la responsabile del Cisap “ il centro spera di poter accogliere presto nuovi contributi alla ricerca storica ed epistemologica di discipline al momento non incluse in questo studio”.
Eleonora Mannino

(28 luglio 2004)

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