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Palermo -Approfondimento |
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Gli animalisti
in coro: “La nuova legge è da migliorare”
Carcere
e sanzioni più pesanti per chi maltratta o abbandona gli
animali.Ma il dubbio è: verranno applicate le nuove
disposizioni?
C'è anche chi auspica un allargamento della legge “a
tutela di ogni specie animale”.Intanto a Sorrento si è riunita una
commissione per la salvaguardia delle balene
Un passo in avanti, ma non del tutto esaustivo. E’ questo il commento unanime
di alcune associazioni animaliste siciliane in merito alla nuova legge sui maltrattamenti
degli animali, recentemente approvata in Senato. Quest'ultima, a differenza della
precedenti
disposizioni,
quelle contenute nell'articolo 727 del
codice penale, prevede per i trasgressori anche la galera. Le pene vanno infatti
da tre mesi ad un anno per chi procura lesioni agli animali, più un aumento
della metà della condanna se dal maltrattamento deriva la morte.
Rischia l’arresto fino ad un anno chi abbandona gli animali ma, soprattutto,
sono previste pesanti punizioni (carcere da tre mesi a tre anni) a danno di chi
addestra e fornisce animali destinati al terribile spettacolo dei combattimenti.
Con questa legge, che contempla anche multe più salate per i trasgressori,
maltrattare gli animali diventa quindi un “reato importante”. “E’ giusto
così - commenta Salvo Piazza, responsabile dell’associazione “Amici
degli animali” di Palermo -. Finalmente si potrà mettere un freno
al maltrattamento e all’abbandono. L’utilizzo delle sole sanzioni,
come previsto dalla precedente disposizione, tra l’altro poco e male applicata,
non poteva bastare come deterrente. Adesso però - continua Piazza -, affinché le
nuove norme abbiano un senso, è necessario che la magistratura le applichi
rapidamente; per questo serve anche l’aiuto delle forze dell’ordine
che spesso, purtroppo, scoraggiano le denunce fatte dai cittadini. Speriamo -
conclude - che chi agisce male non trovi ancora una volta delle scappatoie”.
Dalla Lav (Lega antivivisezione) esprimono soddisfazione per il fatto che “dopo
undici anni il Parlamento italiano ha finalmente deciso, di propria iniziativa,
di emanare una legge nazionale per la protezione degli animali”. Moderata è invece
la reazione di un’altra associazione “storica”, il Wwf. “Si
tratta indubbiamente di un passo in avanti - dice il presidente regionale Franco
Russo -, ma a mio avviso la legge va migliorata ed estesa ad altri animali, non
solo a quelli domestici. Se questo concetto venisse realmente allargato - continua
il presidente -, allora sì che si potrebbe raggiungere il grado di
civiltà di paesi come l’Olanda e l’Inghilterra”. Russo
parla poi, nello specifico, di delfini e balene, animali che vengono “catturati
e maltrattati indiscriminatamente” e che il Wwf ha da sempre cercato di
tutelare.
Sull'argomento, nei giorni scorsi, si è tenuta a Sorrento una seduta della
Commissione baleniera Internazionale (Iwc), in cui la commissione ha deciso di
adottare alcune misure per mitigare la sofferenza delle balene durante l’uccisione
per scopi scientifici, l’unica possibile dal 1986, quando una moratoria
ne ha vietato l’uccisione per scopi commerciali.
Sono quattro i punti approvati dalla commissione a favore delle balene. In primo
luogo, sono state respinte le due risoluzioni presentate dal Giappone (paese
cacciatore di balene) per aumentare il numero di animali da cacciare per scopi
scientifici. In secondo luogo, sono stati bocciati alcuni emendamenti che avrebbero
eliminato per cinque anni la moratoria dell’86, gettando le basi per la
riapertura della caccia commerciale ai cetacei. Il terzo punto riguarda invece
la conferma per un altro decennio della proroga delle attività del “Santuario
Southern Ocean” (Sso), associazione che preserva le balene nelle acque
dell’Antartide. L’ultimo punto riguarda il pieno consenso all’adozione
di misure per mitigare la sofferenza dei mammiferi marini durante la caccia,
abbreviando i tempi dell’agonia.
Nonostante questi punti a favore, il Wwf e le altre associazioni si sono dichiarate
nel complesso scontente per una riunione che, a loro giudizio, avrebbe dovuto
fare di più per la tutela di questi innocui animali.
Fabio Scavuzzo
rev abr
(20 ottobre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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