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Approfondimenti
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Ieri
in via Pascoli
la prima sessione del nuovo ordinamento
I primi laureati di Scienze della comunicazione
La Spina: "Il numero chiuso funziona"
7 studenti al traguardo dei nuovi corsi triennali
Cinque candidati hanno conseguito il titolo in Giornalismo per uffici
stampa, uno in Discipline della Comunicazione e in Tecnica pubblicitaria.
Soddisfatto Antonio La Spina, coordinatore dei corsi di laurea della classe
XIV: "I ragazzi hanno discusso tesi su argomenti specifici e piuttosto
approfonditi, più di quanto ci saremmo aspettati per una laurea
di primo livello"
Hanno
tagliato il traguardo della laurea prima di tutti. Non sono "dottori",
ma neo laureati. Sono
i sette studenti dei corsi di nuovo ordinamento in Scienze della comunicazione
(classe XIV) proclamati nella prima sessione di laurea che si è
svolta ieri
mattina nell'Aula magna di Scienze della formazione,
in via Pascoli.
I neo laureati, nell'ordine di discussione delle tesi, sono: Salvatore
Fazio Ioiò (nella foto davanti alla commissione),
Antonino Reina, Valeria Russo, Andrea Cottone, Loredana Genna, Francesco
Galante e Luca Maniscalco. Cinque di loro hanno frequentato il corso in
Giornalismo per Uffici stampa, mentre Reina ha conseguito il titolo in
Discipline della comunicazione e Genna in Tecnica pubblicitaria. Tre candidati
hanno ottenuto il massimo punteggio: 110 e lode; gli altri quattro 110,
109, 108 e 102.
Antonio La Spina, presidente del consiglio di coordinamento delle lauree
della classe XIV, esprime la propria soddisfazione e traccia un primo
bilancio a tre anni dall'entrata in vigore del
nuovo ordinamento. "Innanzi
tutto - ha detto il docente a margine - ci tenevamo che questa sessione
fosse presieduta dal preside della Facoltà, Patrizia Lendinara,
come
poi è avvenuto. Del resto, lei ci
ha sempre seguito con attenzione, fin dal momento dell'elaborazione dei
corsi".
Professore, com'è andata la prima giornata delle nuove
lauree?
"Abbiamo avuto prove finali molto
interessanti. I ragazzi hanno portato lavori su argomenti specifici e
piuttosto approfonditi, più di quanto ci saremmo aspettati per
una laurea di primo livello. In
certi casi sono paragonabili a quelle del vecchio ordinamento, anche se
non dovrebbe essere così: il criterio stabilito dalle norme dice
che su 180 crediti la tesi di primo livello ne vale 6, e quindi il sovrappiù
non dovrebbe nemmeno essere valutato. Probabilmente
vuol dire che quando si studia un argomento ci si fa prendere dall'entusiasmo.
Ed è giusto che ciò avvenga".
Questi ragazzi si sono laureati in fretta.
"Anche se nel vecchio ordinamento era più difficile
riuscire a laurearsi subito e la tesi era più impegnativa, quello
di oggi è un buon risultato: teniamo presente che si tratta di
un corso a numero chiuso, e abbiamo già qualche laureato su soli
50 iscritti. Rispetto al contesto generale d'Ateneo è un buon risultato.
E' una ulteriore prova della validità del sistema di selezione:
per fare un esempio, uno dei ragazzi che hanno avuto 110 e lode si era
piazzato ai primi posti in tutte le prove d'ingresso. Un'altra buona scelta
è stata quella di accorpare diversi insegnamenti: rispetto ad altri
corsi dell'Ateneo bisogna sostenere meno esami. A settembre ci aspettiamo
altri laureati, probabilmente più numerosi".
Secondo saranno in molti a scegliere la laurea specialistica?
"Penso proprio di sì. Questi ragazzi hanno dimostrato non
solo di essere veloci nel dare gli esami, ma anche una certa capacità
di approfondimento che si è vista anche nelle tesi. Queste lauree
per noi sono già una sfida, perchè adesso dobbiamo garantire
il funzionamento di quelle specialistiche, di secondo livello".
Un primo bilancio delle nuove lauree in Comunicazione.
"Chiaramente non possiamo dire che tutto funziona alla perfezione.
I ragazzi hanno sempre sottolineato i problemi logistici: non abbiamo
un plesso dedicato a Scienze della comunicazione. Andiamo avanti nonostante
le difficoltà, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare.
Un corso non è mai un'entità statica, il contesto cambia
continuamente. Inoltre, le recenti proposte di riforma degli Atenei hanno
creato confusione".
Andrea
Paternostro
(27 luglio 2004)
rev damo
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
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