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040723aldo
Ogni anno,in Sicilia la malattia colpisce molte persone
Nasce Edu-care, un progetto per curare
l’epatite C
L’iniziativa,
patrocinata dalla Società italiana di Medicina generale (Simg),
nasce dalla collaborazione tra gli stessi medici e gli specialisti ospedalieri
della provincia di Palermo. Due gli obiettivi principali: diagnosticare
precocemente la malattia e trovare terapie adatte per la cura
Con
l'obiettivo di ottenere una diagnosi precoce dei pazienti affetti da epatite
"C", che in Sicilia colpisce un numero molto alto di persone,
è stato attivato il progetto "Edu-care". Scopo
fondamentale dell’iniziativa è quello di curare in modo adeguato
e con terapie mirate le persone che hanno contratto questa malattia virale.
L’iniziativa patrocinata dalla Società italiana di Medicina
generale (Simg) nasce dalla collaborazione tra specialisti di Medicina
generale e ospedalieri della provincia palermitana, che hanno stretto
l’accordo per cercare di trovare valide soluzioni a questa malattia
infettiva.
‘’Le esigenze principali del progetto sono due - spiega il
professore Pierluigi Almasio, associato di Gastroenterologia alla facoltà
di Medicina dell’Università di Palermo - diagnosticare precocemente
l’infezione epatica per evitare che la forma virale si espanda,
ed evitare che i pazienti rinuncino alla cura, spaventati dagli effetti
collaterali della terapia. Ecco perché - conclude Almasio - l’alleanza
tra operatore di Medicina generale e specialista ospedaliero risulta fondamentale’’.
Per individuare i portatori di malattie al fegato, sono stati istituiti
dei test presso gli ambulatori. Tante le categorie invitate dai medici
di "Edu-care" ad effettuare il controllo: gli ex tossicodipendenti,
le persone che hanno subito ripetuti interventi chirurgici e sono state
dunque già sottoposte a trasfusioni di sangue, ma anche chi ha
in passato contratto la forma virale o ha parenti che precedentemente
o attualmente risultano affetti dalla malattia.
Per cercare di migliorare la diagnosi e la gestione della terapia nei
pazienti che hanno contratto la malattia, attraverso Edu-Care si cercherà
anche di risolvere il problema della discordanza tra i dati rilevati da
diverse ricerche sul campo. Negli ultimi anni, infatti, alcune ricerche
hanno presentato un quadro assolutamente negativo per quanto riguarda
la penetrazione dell’infezione virale nella popolazione siciliana.
Secondo alcuni studi, infatti, un cittadino su 17 risulterebbe infetto,
secondo altre addirittura uno su dieci.
Inoltre uno studio effettuato recentemente dall’Ausl 6 su pazienti
degli ambulatori di Medicina generale ha registrato una minima percentuale
di persone colpite da epatite C. Secondo il rapporto, solo un paziente
ogni duecento (0,54 per cento) risulterebbe aver contratto la forma virale.
Altri studi, ancora, descriverebbero una situazione molto più grave.
‘’Questo significa - sottolinea il dottor Carmelo Cottone
- che negli ambulatori è difficile individuare le malattie croniche
del fegato. L’attuazione del progetto Edu-care mira proprio ad eliminare
questo limite di percezione".
Aldo Cangemi
(23 luglio 2004)
rev rosi/damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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