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040713giol
Sanno camminnare, prendere
oggetti, ma anche conversare
Robotica, scatta l'ora degli androidi
Le ricerche hanno portato, negli ultimi anni, alla costruzione di
alcuni prototipi di umanoidi con caratteristiche e abilità impensabili
fino a qualche tempo fa. L’obiettivo
fondamentale, però, rimane quello di costruire macchine in grado
di fornire piena assistenza sia alle persone anziane che a quelle disabili
“Ho
visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…”.
Camminano, conversano, vedono e giocano pure a calcio: ecco i nuovi androidi,
le macchine dalle sembianze umane uscite dallo schermo cinematografico
e diventate realtà.
Le ricerche nel campo della robotica hanno portato, negli ultimi anni,
alla costruzione di alcuni prototipi di robot con caratteristiche e abilità
impensabili fino a qualche tempo fa.
Lo scorso anno, dopo aver investito cento milioni di dollari in dieci
anni di ricerche, la casa automobilistica Honda presentava "Asimo",
un ometto di 120 centimetri in grado di camminare, di salire e scendere
le scale, ma anche di compiere altre azioni tipiche dell’uomo come
aprire e chiudere le porte. Costruito per riprodurre i movimenti a coordinazione
complessa del corpo umano, questo androide è dotato di giunture,
che gli consentono di alzare e spostare oggetti anche pesanti. La grande
novità è però costituita dalla sua intelligenza artificiale:
Asimo riesce a riconoscere se qualcuno vuole stringergli la mano, offrendo
la sua per la stretta.
Un risultato incredibile, quasi insperato. Eppure oggi, l’umanoide
della Honda sembra già superato. "Qrio", il
nuovo robot prodotto dalla Sony, è capace di muoversi in maniera
più fluida rispetto ad Asimo, grazie a un sistema che gli permette
di reagire in tempo reale agli stimoli provenienti dall’esterno.
L'umanoide è dotato di due telecamere a colori e sette microfoni
installati nel suo corpo, che gli consentono di riconoscere fino a dieci
persone. Qrio, inoltre, può essere connesso ad Internet e quindi
condividere con il proprio proprietario le conoscenze che si vuole approfondire.
Leader indiscusso della robotica a livello mondiale è senza dubbio
il Giappone, e "Actroid", l'ultima creazione, ne è
l’ulteriore conferma. Il nuovo modello di androide nasce dalla collaborazione
tra l’Università di Osaka e la società Kokoro. Alto
un metro e sessanta e rivestito di silicone, ha le sembianze di una seducente
donna giapponese, sa muovere le braccia con naturalezza e parla e muove
anche i muscoli della faccia. Già dall'anno prossimo, il robot
potrebbe essere messo sul mercato e utilizzato come guida nei musei, negli
hotel o nei ristoranti. La risposta occidentale si chiama invece "Kismet"
ed è stato progettato dal Mit di Boston. E’una
faccia animata, con tanto di occhi, orecchie e bocca, capace di comunicare
e assumere le espressioni tipiche di un bambino che si relaziona con il
mondo. Kismet è una macchina autonoma in grado di pronunciare frasi
elementari, instaurare brevi dialoghi ed essere sovraeccitata per un giocattolo.
Le ricerche in campo della robotica hanno fatto passi da gigante ma l'intenzione
è di spingersi ancora oltre. Tra giugno e luglio si è tenuta
a Lisbona la "Robocup 2004", un campionato di calcio per robot
bipedi autonomi. La sfida annunciata dal ricercatore giapponese Hiroaki
Kitano è quella di far affrontare, nel 2050, una gara tra una squadra
di calcio formata da umanoidi e il team campione del mondo. L’obiettivo
fondamentale, però, rimane quello dei "robot-badanti",
umanoidi in grado di fornire piena assistenza sia alle persone anziane
che a quelle disabili. E in questo caso, l’ostacolo principale da
superare riguarda la progettazione di androidi ancora più efficienti,
che sappiano imparare dall’esperienza e che siano in grado di produrre
comportamenti diversi a seconda delle situazioni.
Giorgio La Bruzzo
(13 luglio 2004)
rev rosi/damo
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Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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