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Facoltà di Ingegneria |
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040708toti
Inaugurato il corso post-lauream
di primo livello
A Ingegneria esperti in gestione delle emergenze
naturali
Via al master in Protezione civile del territorio
Ieri prima lezione per i ventiquattro neo laureati che affronteranno
in un anno 720 ore di attività teoriche
e pratiche. Al master collaborano anche la Regione e il dipartimento
nazionale di protezione civile. Il preside Rizzo: “Stanno nascendo
i nuovi manager della pianificazione del territorio”
E’ iniziato il cammino che porterà ventiquattro neo ingegneri
a diventare esperti della protezione civile del territorio
e nella gestione delle emergenze. E' stato inaugurato, infatti, ieri,
allo Steri il master di primo livello in Ingegneria civile e ambientale
per
la protezione
del
territorio. Il corso prevede complessivamente 720 ore complessive
di attività didattiche, teoriche e pratiche, distribuite in un
anno.
”E’ un master che intende formare dei veri e propri manager
dell’emergenza”,
ha spiegato Santi Rizzo, preside di Ingegneria e direttore del corso di
specializzazione, sottolineando che “c’è sempre maggiore
bisogno di competenze specialistiche nelle tre fasi della protezione
civile: previsione, prevenzione e gestione delle crisi”.
La facoltà di
Ingegneria collabora al progetto con i dipartimenti nazionale
e regionale della protezione civile. “E’ un segnale importante
di una collaborazione sempre più stretta tra Regione e Università -
ha sottolineato Francesco Mantegna Venerando, coordinatore del comitato
regionale della protezione civile -, e questo corso permetterà di
superare la semplice cultura del soccorso per arrivare a una cultura
della prevenzione”.
Prevenire le calamità naturali alle quali è sottoposta
la nostra regione è dunque la parola d’ordine di questa
iniziativa, come spiega Vincenzo Liguori, che ne è il coordinatore
scientifico: “Gli
studenti effettueranno degli stages presso il Drpc, le prefetture e
i comuni, per pianificare la gestione del territorio in maniera più efficace”.
Liguori è fiducioso sulla riuscita del master, che “permetterà a
Palermo di diventare la sede di un centro di formazione permanente
nel campo della protezione civile, grazie al lavoro quotidiano con
la Regione
e il dipartimento nazionale”. In futuro il corso potrebbe essere
aperto anche a nuove categorie di laureati: “Contiamo di
allargare il ramo anche ai geologi, agli architetti, agli ambientalisti”.
Illustrando lo svolgimento del master, il docente ha messo in luce il
doppio binario su cui si muoverà il corso, basato su due tipi
di interventi nelle emergenze: “Uno ‘in tempo reale’,
cioè quando
si presentano le situazioni di crisi, e l’altro ‘in differita’,
quando la crisi non va affrontata direttamente, ma va prevenuta”.
Questo percorso si svolgerà attraverso cinque moduli, che verranno
condotti con lezioni teoriche, stages e sopralluoghi in aree colpite
da gravi emergenze, sia in Sicilia (Etna e Vulcano), che nel resto
d’Italia
(Sarno e il Vajont).
All’inaugurazione del master era presente anche il prefetto di
Palermo Giousuè Marino. “Negli ultimi anni abbiamo assistito
a un forte miglioramento nella gestione delle emergenze dovute a calamità naturali”,
ha detto, sottolineando “che i ritardi e le inefficienze nei
soccorsi nei terremoti bel Belice e in Irpinia per fortuna sono solo
un ricordo”.
Ma serve ancora un salto di qualità, soprattutto per diffondere
tra gli enti locali la cultura della protezione civile. “Questo
master - ha concluso Marino - va in questa direzione, ed è un
messaggio forte che ribadisce l’importanza della protezione del
territorio”.
Salvatore Trapani
(8 luglio 2004)
rev abr
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