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Facoltà di Farmacia

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Massimo punteggio nell'ambito delle relazioni internazionali

Farmacia a Palermo, è quinta secondo il Censis
La facoltà presieduta da Salvatore Plescia è ai primi posti della graduatoria stilata dall’istituto di ricerca sui migliori atenei italiani. “Sono molto contento e soddisfatto di questo risultato", ha commentato entusiasta il preside Salvatore Plescia

La facoltà di Farmacia dell’Università di Palermo è al quinto posto della classifica dei migliori atenei italiani stilata dal Censis per la Grande guida all’Università 2004/2005 di Repubblica. Seguendo la graduatoria, la facoltà del capoluogo siciliano si trova in testa rispetto a realtà come Trieste, Milano, Siena e La Sapienza di Roma. “Sono molto contento e soddisfatto di questo risultato - ha detto entusiasta il preside di Farmacia Salvatore Plescia -. Quando ho iniziato il mio ruolo di preside, la facoltà era all’incirca al ventesimo posto. Nel corso degli anni, però, è stato sempre un crescendo, ottenendo pian piano posizioni migliori all’interno della classifica. Oggi siamo al quinto posto, ed è un risultato che rende tutti noi molto felici”. Di certo il quinto posto non è stato facile da raggiungere. “Negli ultimi anni - continua Plescia - abbiamo lavorato molto per far crescere la facoltà. Ora stiamo raccogliendo i frutti della nostra fatica”. Il preside di Farmacia ha anche commentato la sfiducia nei metodi con cui viene redatta la classifica. “C’è molto scetticismo sui criteri con cui ogni anno il Censis svolge il suo lavoro descrivendo la situazione universitaria italiana. Non nego che anch’io guardo a questa classifica con molta cautela. In ogni caso, però, non si può negare che questa graduatoria nell’ambito accademico viene tenuta in considerazione, e certamente si rimane delusi quando si vede la propria facoltà nei posti bassi della classifica”.
I parametri attraverso i quali il Censis esamina le facoltà sono cinque: la produttività, i docenti, la didattica, la ricerca e i rapporti con l’estero. Ad ognuna di queste categorie viene assegnato un voto che va da un minimo di 66 a un massimo di 110. Alla fine si calcola la media dei voti di ciascun indicatore e si ottiene la valutazione finale. La produttività è il rapporto relativo al tasso di iscritti e ai laureati in corso. La facoltà palermitana ha ottenuto un voto pari a 84. Centocinque è, invece, la valutazione che ha ottenuto sul profilo docenti, che si riferisce all’età del corpo docente e all’attività sul fronte di concorsi e pubblicazioni. Per quanto riguarda la didattica, cioè l’indicatore complessivo del contesto dell’offerta dei corsi, Farmacia ha ottenuto 95. Nella categoria inerente alla ricerca, in cui viene considerata l’entità dei finanziamenti ottenuti per finanziare progetti in questo settore, alla facoltà è stato dato un punteggio pari a 74. Il dato più interessante è, però, quello che riguarda i rapporti esteri, in cui vengono valutate le relazioni internazionali sia dei docenti che degli studenti. In quest’ambito la facoltà ha ottenuto il massimo del punteggio: 110. Non è un caso che in questo settore, Farmacia abbia ottenuto una valutazione elevata. “Da anni - sottolinea Plescia - abbiamo molti contatti con altre realtà universitarie straniere. Abbiamo iniziato con l’università tunisina di Monastir e adesso abbiamo sottoscritto un accordo accademico culturale con Pittsburgh. Molti dei nostri laureati sono andati proprio in questa sede per studiare Farmacia clinica. Nel 2005, inoltre, nei nostro locali si svolgerà un convegno internazionale con professionisti provenienti da molte parti del mondo”. Il preside della facoltà commenta il voto ottenuto nel settore della ricerca: “Per quanto riguarda i finanziamenti il Sud è molto penalizzato. La difficoltà di ottenere dei soldi per fare ricerca dipende dalla mancanza di qualità del supporto tecnico amministrativo. L’ateneo, inoltre, - conclude Plescia - agevola di più le facoltà umanistiche rispetto a quelle scientifiche perché in quei settori fare ricerca è più semplice. Non occorrono, infatti, apparecchi costosi che, nel caso dei laboratori, sono indispensabili per svolgere qualsiasi attività”.

Veronica Eracleo

rev feb

(5 luglio 2004)

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