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Lo smaltimento della nettezza urbana non trova soluzioni
Emergenza rifiuti, anche la Sicilia è a rischio
L'amministrazione regionale ha deciso di investire nella creazione di termovalorizzatori per recuperare energia dai rifiuti. Legambiente è preoccupata per le possibili rivolte da parte della popolazione
: "La soluzione di termovalorizzare tutto è solo una scelta affrettata", dice Mimmo Fontana, presidente per la Sicilia

La rivolta nel salernitano contro l'apertura di un altro termovalorizzatore ha riportato agli onori della cronaca l'emergenza rifiuti.
L'emergenza in Campania sembrerebbe essere il risultato della sbagliata politica di creare ecoballe, un sistema basato sulla divisione delle sostanze in umide e secche, adottata recentemente dal commmissario straordinario per l'emergenza rifiuti. In questo caso però la divisione non avviene a monte. Viene prodotto, infatti, un materiale secco di scarsa qualità ricco anche di sostanze umide, cha danno vita ad un combustibile di bassa qualità. Diversamente, se la selezione avennisse all'inizio del ciclo, il prodotto finale potrebbe essere facilmente riutilizzato dalle cementerie o dagli impianti di produzione elettrica.

Il problema, purtroppo, sembra non aver trovato una vera e propria via di uscita, specialmente nel Meridione. Nella lista
nera delle amministrazioni meno preparate figura anche la Sicilia dove la raccolta differenziata si attesta solo al tre per cento. Una situazione che potrebbe aggravarsi dopo la decisione del Governo regionale di bruciare tutta la spazzatura dell'isola. Intanto, la comunità locale, che già ha mostrato il proprio dissenzo attraverso assemblee e manifestazioni pacifiche, si sta preparando a sostenere nuove battaglie.
E' di pochi giorni fa, infatti, la notizia che i progetti dei termovalorizzatori della Sicilia hanno superato la valutazione d'impatto ambientale e la Regione si appresta ad aprire nuovi cantieri. "Credo che quando cominceranno i lavori - ha dichiarato Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia - ci saranno delle vere e proprie rivolte popolari".
Le direttive dell'Ue indicano come indispensabili per i Paesi della Cominità europea la raccolta differenziata e il riciclaggio, infatti, secondo una normativa recepita nel 1997 dall'allora ministro per l'ambiente Alberto Ronchei, la termovalorizzazione è prevista solo per quegli elementi che non possono essere riutilizzati. "La soluzione di termovalorizzare tutto - ha aggiunto Fontana - è solo una scelta affrettata, guidata soprattutto dall'emergenza del momento". Nel meridione d'Italia, però, esiste un caso di efficente raccolta differenziata. Si tratta di Padula, dove viene smaltito il 74 per cento dei rifiuti prodotti nel comune. Alle regioni del nord Italia, come il Veneto, la Lombardia, la Toscana e l'Emilia Romagna va invece il merito di aver investito nel riciclaggio e nel riutilizzo di queste risorse. La "maglia nera" dell'Unione europea per lo smaltimento dei rifiuti, è stata attributa alla Germania e al Lussemburgo, colpevoli perché la quantità dei rifiuti termovalorizzati supera il limite previsto. Un numero, che è comunque molto inferiore rispetto a quello indicato per l'Italia da Altiero Matteoli, attuale ministro dell'Ambiente.

Alessandro Baglieri

(1 luglio 2004)

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