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Approfondimento-Giurisprudenza

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Ma anche avvocati, notai, insegnanti...
Diventare magistrati a Enna? Ora è più facile
Viaggio all’interno del corso di laurea biennale specialistica con Giovanni Lavalle, funzionario responsabile del polo didattico di Giurisprudenza: “Insegnamenti approfonditi e specifici, combinati ad una efficace organizzazione dell’attività didattica: così aiutiamo gli studenti a dare il meglio”

Magistratura, avvocatura, notariato. Ma anche insegnamento, avvocatura dello Stato, ricerca. Ecco le più blasonate possibilità lavorative che offre il corso di laurea biennale specialistica in Giurisprudenza.
Attivato presso il polo didattico di Enna a partire dall’anno accademico 2002-2003, il corso offre la garanzia del completamento del percorso formativo negli studi giuridici. Ad esso può accedere chi sia in possesso di una laurea triennale in Scienze giuridiche conseguita anche all’Università di Palermo, a cui il polo didattico ennese afferisce. In tal caso, vengono riconosciuti tutti i 180 crediti formativi universitari (cfu) e quindi non c'è alcun debito formativo d’ingresso. L’immatricolazione al biennio specialistico è possibile anche per chi si trovi in possesso di un altro titolo di laurea che consenta il riconoscimento di almeno 150 cfu, come ad esempio la laurea in Operatore giudiziario (corso ad esaurimento e sostituito da quello in Scienze giuridiche).
Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche della figura professionale che il corso vuole creare. “Si tratta di far nascere un professionista che non solo possieda una solida conoscenza dell’ordinamento giuridico nel suo complesso e nei vari settori in cui si articola, ma che sia anche riuscito a maturare una piena capacità di analisi e di combinazione delle norme giuridiche”, dice il dottor Giovanni Lavalle, funzionario responsabile del polo didattico di Giurisprudenza del capoluogo ennese.
Passando al tipo di insegnamento, “è indubbio che le metodologie applicate privilegiano approfondimenti nel contenuto e nel metodo idonei al conseguimento degli obiettivi formativi - continua Lavalle -. Su tutte, quelle che riesplorano, attraverso particolari strumentazioni e prospettive didattiche, le principali branche del sapere giuridico oggetto di studio nel corso del triennio di base”.
Scendendo nel dettaglio, il biennio è suddiviso in cicli, due per ogni anno accademico. Il primo ciclo dell’anno iniziale prevede l’insegnamento di filosofia del diritto, giustizia costituzionale, diritto commerciale e del lavoro; il secondo comprende fondamenti del diritto europeo (suddiviso in moduli di diritto romano e storia del diritto medievale e moderno), diritto civile, penale e processuale penale.
Il secondo anno parte con lo studio di sistemi giuridici comparati (diritto privato e pubblico), diritto processuale e civile, diritto amministrativo e si chiude con diritto tributario e diritto dell’Unione Europea (suddiviso in due moduli). Da non dimenticare, inoltre, le possibilità offerte dal corso di laurea sui corsi-esami a scelta dello studente, opzionabili solo per il secondo anno di studi: si può spaziare dal diritto penitenziario e dell’esecuzione penale alla responsabilità civile e assicurazioni, per arrivare fino ai sistemi penali comparati, che comprendono diritto penale e diritto processuale comparato.
Per facilitare il più possibile l’apprendimento del singolo studente, “il corso dispone di quattro sale di studio ad uso esclusivo, di ulteriori aule ad uso non esclusivo e di un’Aula Magna con 500 posti, che permettono - spiega ancora Lavalle - un’ efficace organizzazione dell’attività didattica ed evitano sovrapposizioni. Sono disponibili anche una biblioteca, con accesso ad orario continuato dal lunedì al venerdì, e un’aula informatica con trenta postazioni individuali” .
Al termine del ciclo di studi, e ai fini dell’esame di laurea, è richiesta allo studente l’elaborazione di una tesi originale, su tema concordato in anticipo con uno o più docenti del corso specialistico.

Fabio Scavuzzo
rev abr

(7 luglio 2004)

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