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| Approfondimento-Giurisprudenza |
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Primo
compleanno per il nuovo corso di laurea
Scienze
giuridiche a Enna: tematiche e obiettivi
Ne abbiamo parlato
col professore Giuseppe Di Chiara, coordinatore del polo didattico del
centro giuridico ennese. “Convegni, seminari, preparazione specifica
e non. La completezza contenutistica di questo corso è il percorso
ideale per chi vuole entrare a vario titolo nel mondo giuridico”
Quello che sta per
concludersi è il primo anno di attività del corso di laurea
in Scienze giuridiche a Enna. Cerchiamo di capire come si è svolto
e di tracciarne un bilancio col professor Giuseppe Di Chiara, ordinario
di diritto processuale penale dell’ Università di Palermo,
nonché coordinatore dei corsi di laurea afferenti al centro giuridico
ennese.
Professor Di Chiara, da cosa nasce l’esigenza di istituire
il corso di laurea in Scienze giuridiche a Enna?
L’esigenza nasce da un duplice ordine di considerazioni. Questo
è il primo anno in cui anche a Enna è attivo il corso di
laurea specialistica in Giurisprudenza. Secondo le disposizioni della
facoltà di giurisprudenza di Palermo solo il laureato in Scienze
giuridiche può accedervi, col riconoscimento di tutti i crediti
formativi universitari già acquisiti: in questo modo cerchiamo
di favorire lo studente in sede senza sprecare il lavoro che ha già
compiuto.
Il vostro è anche un tentativo di ottimizzare le risorse
didattiche?
Si. E qui entra in gioco la seconda considerazione. Fino all’anno
scorso eravamo di fronte ad una eccessiva frammentazione delle opportunità
formative che insistevano su un’unica classe, quella di Scienze
dei servizi giuridici, ma facenti capo a poli didattici differenti.
Così abbiamo razionalizzato l’offerta complessiva del polo
ennese con l’attivazione di una sola classe, la XXXII, che offre
agli studenti maggiore chiarezza e differenziazione nei contenuti degli
studi.
A proposito di studi, quali sono gli obiettivi di questo corso?
Noi vogliamo formare una figura professionale che possieda una solida
preparazione culturale di base, ma che ovviamente abbia il sicuro dominio
dei principali saperi dell’area giuridica. La completezza contenutistica
di questo corso di laurea ne fa il percorso ideale ai fini dei successivi
sbocchi professionali più rilevanti, come la magistratura, l’avvocatura,
il notariato e così via.
Quali sono gli ambiti giuridici su cui ponete le maggiori attenzioni?
Soprattutto l’area storico-filosofica, del diritto pubblico, processuale,
penale, privato e dell'Unione Europea.
Da chi è formato il corpo docente?
Considerando anche il corso di laurea specialistica, ci sono sette professori
di ruolo. Uno di prima, gli altri sei di seconda fascia. Ma una volta
risolti gli ultimi intoppi burocratici saranno disponibili altri due posti
di professore di seconda fascia.
Nonostante siate al primo anno di vita, avete già organizzato
seminari, convegni?
Si. E qui la lista è piuttosto lunga. Tra i più importanti,
ad esempio il mese scorso. Abbiamo infatti promosso un convegno sulle
radici storiche e gli sviluppi futuri del “giusto processo”.
Era presente anche il professor Cerami, promotore dell’attuale legge.
Sempre a maggio, abbiamo discusso della nuova legge sulla fecondazione
assistita col professor D’Alpi, presidente della commissione nazionale
di bioetica. In precedenza abbiamo tenuto un seminario col professor Hemadi
Redissi, sul tema della tradizione giuridica nell’Islam.
Appuntamenti per l’anno prossimo?
Un’esperienza che probabilmente ripeteremo è il ciclo di
seminari di diritto amministrativo promossi dal professor Gullo, che già
quest’anno ha visto la partecipazione di vari esperti, tra i quali
il Procuratore della Repubblica di Perugia, Gabriele Paci, che ha tenuto
una lezione sul contenzioso amministrativo e sulle competenze del giudice
penale.
Quanto sono importanti per gli studenti questi incontri? E perché?
Sono molto importanti per i ragazzi perché consentono loro di unire
la teoria con la pratica. Così la loro preparazione, oltre ad essere
più completa ed esauriente, è anche più stimolante.
Fabio Scavuzzo
rev abr
(7 luglio
2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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