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AP architettura |
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Prorogati
i termini del concorso per 5 giardini tra la Zisa e i Danisinni
Salvare Palermo cerca ancora futuri architetti
e ingegneri
Possibile iscriversi fino al 31 luglio, bando sul sito web
Al
via un progetto di collaborazione tra l'associazione e l'Università. La
partecipazione è riservata agli studenti iscritti al
quarto e quinto anno delle facoltà di Architettura
e Ingegneria, e al terzo anno del corso di laurea in Conservazione e
valorizzazione
della biodiversità. L’elaborato migliore sarà proposto
alla ripartizione Ville e giardini del Comune di Palermo
Progettare
un sistema di giardini pubblici polifunzionali per “Salvare Palermo”.
I termini del concorso sono stati prorogati a sabato 31
luglio e il bando è reperibile sul sito internet Salvarepalermo.it.
I gruppi partecipanti, finora quattordici, avranno tempo fino al 24 ottobre
prossimo per la presentazione dei disegni.
La sfida ai futuri ingegneri e architetti è lanciata dall’omonima
fondazione e dalla professoressa Rosanna Pirajno del dipartimento di
Storia e progetto nell’architettura dell’Università di
Palermo.
Gli studenti iscritti al concorso dovranno ideare un sistema di giardini
da installare in una delle zone più depresse della città.
L’area interessata, che fa parte della quarta e della quinta circoscrizione,
è il quartiere Quattro Camere-Siccheria, tra la Zisa e la circonvallazione,
con un’appendice nel rione Danisinni, tra la via Cappuccini e Piazza
Ingastone. La zona, destinata dal piano regolatore del Comune a verde
pubblico è, di fatto, abbandonata al degrado e all’incuria.
“L’obiettivo - dice l’architetto Giuseppe Scuderi,
socio della Fondazione e collaboratore della cattedra di Storia e Progetto
dell’Architettura - è sensibilizzare tutti i palermitani,
dai cittadini agli amministratori, al problema dell’ambiente urbano.
Non si tratta solo di rendere gradevoli parti della città oggi
trasformate in discarica, ma di ideare spazi pubblici con funzione aggregante.
Non dimentichiamo - continua l'architetto - che il disagio
sociale spesso scaturisce dal degrado ambientale. Il recupero naturale
di un territorio dovrebbe contribuire all’abbattimento delle barriere
stradali che portano alla ghettizzazione dei cosiddetti quartieri dormitorio”.
Tutto
questo è evidenziato anche nel bando del concorso, dove
si richiede espressamente che dai progetti emerga la “funzione
sociale dell’impianto, in rapporto alla possibilità di
fruizione del quartiere e dell’intera città”. E’ obbligatorio,
per esempio, destinare la Siccheria a parco giochi per bambini.
Il concorso è aperto agli studenti iscritti al quarto e quinto
anno delle facoltà di Architettura e Ingegneria o al terzo anno
del corso di laurea in Conservazione e valorizzazione della biodiversità.
Scegliere giovani che non hanno ancora completato il proprio iter formativo è certamente inconsueto. “Una decisione dettata da motivi
sociali e didattici - chiarisce Scuderi -. Si costringono i futuri architetti,
ingegneri e botanici palermitani a confrontarsi con i problemi più
forti dell’immagine della città, non più con il blando
concetto di arredo urbano. In secondo luogo, gli studenti compiranno scelte
progettuali in relazione a luoghi quotidianamente vissuti e non conosciuti
solo in teoria attraverso immagini e cartografie. E’ una prova molto
importante nel passaggio dagli studi alla professione”.
Non solo planimetrie e tavoli da disegno dunque, ma il contatto con gli
abitanti del quartiere. Capire e soddisfare le loro esigenze è la
chiave del concorso.
Gli elaborati saranno esposti ed esaminati presso la Medioteca di Palazzo
Ziino, messa a disposizione dall’assessorato ai Lavori pubblici.
Il progetto migliore sarà poi
donato alla ripartizione Ville e giardini, che si occuperà del
finanziamento per la realizzazione. “Speriamo si possano coinvolgere
le circoscrizioni municipali - dicono dalla Fondazione - magari
affidando parte della gestione degli impianti ad associazioni che
operano
nel quartiere”.
Appuntamento quindi ad ottobre per sapere chi è riuscito a “Salvare
Palermo” donandole un polmone verde. Un regalo che, come ricorda
Giuseppe Scuderi, la città non riceve da oltre 50 anni. “Nella
Palermo contemporanea l’invasione edilizia è stata molto
aggressiva. Non sono stati progettati giardini o spazi verdi che andassero
oltre la dimensione dell’isolato o della grande aiuola”.
Nadia Palazzolo
(29 giugno 2004)
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