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040618nora
Continuano
da sei mesi gli scontri tra i contadini e la polizia locale
Guatemala, indigeni allontanati con la forza
dalle loro terre
In un reportage l'agenzia di satmpa Misna, denuncia gli ultimi
soprusi della polizia nella la lotta per l'esproprio dei campi nel paese
centroamericano. Le autorità di polizia locali distruggono le case,
lanciano lacrimogeni contro la popolazione, che non vuole abbandonare
le terre che coltivano da generazioni
In
Guatemala continuano ancora gli scontri, che negli ultimi giorni si sono
fatti più violenti, tra la
polizia locale e i contadini indigeni.
Le forze di polizia lanciano larimogeni, bruciano le case di bambù,
distruggono le scuole per restituire ai pochi
ricchi del
paese i terreni coltivati dagli indigeni.
Da sei mesi il paese non è solo meta di turisti o corridoio per
il traffico di droga, ma una nazione
in cui migliaia di contadini indigeni vengono allontanati forzatamente
dalle loro case e dai loro campi.
I pochi benestanti reclamano la proprietà delle terre, mentre i
contadini si difendono strenuamente.
Questo è il quadro della situazione nel paese centroamericano,
come ha documentato con un servizio l'agenzia di stampa Misna.
La situazione è grave per la maggior parte della popolazione, che
occupa quelle terre da generazioni, perchè vive in condizioni di
povertà e degrado.
Alto è il tasso di analfabetismo, poche le possibiltà di
un'educazione.
Le espropriazioni sono solo la punta di un iceberg di un problema di distribuzione
dei terreni, che le autorità locali hanno difficoltà a gestire.
La polizia non avverte nemmeno la gente del prossimo rastrellamento, non
dando loro il tempo di raccogliere le poche cose che possiedono.
La cosa grave è che prima dello sgombero non viene accertato se
il terreno "occupato" dagli indigeni sia realmente di proprieà
di qualche ricco o uomo
di potere del posto, o se si tratti di un terreno incolto reso nuovamente
rigoglioso dalle tradizionali pratiche contadine dei guatemaltechi.
La violenza degli scontri tra i contadini e le forze locali spesso provoca
feriti
tra gli indigeni che difendono il loro diritto alla terra.
Purtroppo capita che pure le vittime degli scontri, vengano lasciati morti
per strada per scoraggiare qualsiasi forma di resistenza alle espropriazioni.
Tutto ciò accade però a riflettori spenti, perchè
le luci sono tutte sull'Iraq e
sul medioriente, dove la situazione è sempre grave.
Eleonora Mannino
rev frad
rev-nu
(18 giugno 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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