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040617toti
Snikt! Wolverine parla giapponese
Debutto con una miniserie Marvel per Tsutomu Nihei, uno degli autori
manga più apprezzati del momento. In un mondo dominato da cyborg,
la salvezza dell'umanità è affidata a un X-Man che viene
dal passato. E la casa regina del fumetto americano continua con successo
a sperimentare nuove vie
Uno
dei personaggi più amati dell'universo Marvel nelle mani di uno
degli autori manga più brillanti. E' successo con Snikt!, miniserie
di Wolverine sceneggiata e disegnata da Tsutomu Nihei, il disegnatore
che ha raggiunto la fama mondiale con Blame! e Noise,
due manga di fantascienza cyberpunk.
La prima tavola di Snikt (nella foto) lascia
spaesato il lettore. Lo scenario è desolato e il celebre mutante
sembra sospeso nel vuoto. Si fa quasi fatica a riconoscerlo, disegnato
con tratti così lontani dallo stile Marvel. A ricordare che si
tratta dell' X-Man sono solo i suoi inconfondibili artigli di adamantio.
Ma il disagio iniziale dura poco. Nihei è riuscito a dare vita
a una storia estremamente coinvolgente e dal ritmo serrato. Alcune tavole
sono dei veri e propri capolavori, non solo per come sono disegnate le
figure umane, ma per come vengono "costruiti" gli spazi. Il
disegnatore giapponese ha messo a frutto la laurea in architettura conseguita
a Tokio.
Logan, il vero nome di Wolverine, viene teletrasportato in un futuro terrificante,
in cui gli uomini sono costretti a difendersi da cyborg intelligenti capaci
di riprodursi a velocità illimitata. E' lampante il riferimento
a Matrix, ma Nihei si è anche ispirato ad altri modelli. Le creature
che minacciano l'esistenza degli esseri umani sono una via di mezzo tra
Alien e Terminator. E sono il frutto di un esperimento genetico finito
fuori controllo. Ogni riferimento a fatti concreti in questo caso non
è puramente casuale. Nihei racconta attraverso i disegni un mondo
in cui l'uomo diventa schiavo della sua stessa tecnologia. E' una critica
feroce al progresso che rende sempre meno "umano" il pianeta.
Visto il successo di Snikt!, probabilmente Nihei tornerà
a scrivere storie per la Marvel. La casa americana si dimostra sempre
più aperta alla sperimentazione, e coinvolgere gli autori giapponesi
diventa anche un'ottima operazione commerciale. Soprattutto se si pensa
che i manga assorbono il 30 per cento di un mercato importante come quello
francese.
Salvatore Trapani
(17 giugno 2004)
rev vera
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