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Cultura e spettacoli

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Snikt! Wolverine parla giapponese
Debutto con una miniserie Marvel per Tsutomu Nihei, uno degli autori manga più apprezzati del momento. In un mondo dominato da cyborg, la salvezza dell'umanità è affidata a un X-Man che viene dal passato. E la casa regina del fumetto americano continua con successo a sperimentare nuove vie

Uno dei personaggi più amati dell'universo Marvel nelle mani di uno degli autori manga più brillanti. E' successo con Snikt!, miniserie di Wolverine sceneggiata e disegnata da Tsutomu Nihei, il disegnatore che ha raggiunto la fama mondiale con Blame! e Noise, due manga di fantascienza cyberpunk.
La prima tavola di Snikt (nella foto) lascia spaesato il lettore. Lo scenario è desolato e il celebre mutante sembra sospeso nel vuoto. Si fa quasi fatica a riconoscerlo, disegnato con tratti così lontani dallo stile Marvel. A ricordare che si tratta dell' X-Man sono solo i suoi inconfondibili artigli di adamantio.
Ma il disagio iniziale dura poco. Nihei è riuscito a dare vita a una storia estremamente coinvolgente e dal ritmo serrato. Alcune tavole sono dei veri e propri capolavori, non solo per come sono disegnate le figure umane, ma per come vengono "costruiti" gli spazi. Il disegnatore giapponese ha messo a frutto la laurea in architettura conseguita a Tokio.
Logan, il vero nome di Wolverine, viene teletrasportato in un futuro terrificante, in cui gli uomini sono costretti a difendersi da cyborg intelligenti capaci di riprodursi a velocità illimitata. E' lampante il riferimento a Matrix, ma Nihei si è anche ispirato ad altri modelli. Le creature che minacciano l'esistenza degli esseri umani sono una via di mezzo tra Alien e Terminator. E sono il frutto di un esperimento genetico finito fuori controllo. Ogni riferimento a fatti concreti in questo caso non è puramente casuale. Nihei racconta attraverso i disegni un mondo in cui l'uomo diventa schiavo della sua stessa tecnologia. E' una critica feroce al progresso che rende sempre meno "umano" il pianeta.
Visto il successo di Snikt!, probabilmente Nihei tornerà a scrivere storie per la Marvel. La casa americana si dimostra sempre più aperta alla sperimentazione, e coinvolgere gli autori giapponesi diventa anche un'ottima operazione commerciale. Soprattutto se si pensa che i manga assorbono il 30 per cento di un mercato importante come quello francese.
Salvatore Trapani


(17 giugno 2004)

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