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Nel 2003 gli avvisi sono aumentati dello 0,9 per cento Farmacovigilanza, 303 segnalazioni in Sicilia Gli ospedali dell’Isola hanno effettuato 98 comunicazioni di reazioni avverse legate ai farmaci, di cui 20 provenienti dal Di Cristina di Palermo. Il dato è emerso durante un convegno organizzato dalla facoltà di Medicina dell’ateneo palermitano e dall’assessorato regionale alla Sanità La
Sicilia e la Liguria sono le uniche due regioni in cui - alla fine del 2003
- sono aumentate le segnalazioni di reazioni avverse legate ai farmaci.
Il dato è emerso durante un convegno sulla farmacovigilanza tenutosi
sabato mattina allo Steri e organizzato dalla facoltà di Medicina
dell’Università di Palermo e dall’assessorato regionale
alla Sanità. Più precisamente nell’Isola si sono avute 303 segnalazioni, di cui 98 provenienti da strutture ospedaliere e 198 dalle aziende sanitarie locali. Sette segnalazioni, invece, si sono avute da strutture non definite. L’ospedale da cui è giunto il maggior numero di segnalazioni è il Di Cristina di Palermo, con 20 avvisi di reazioni avverse legate ai farmaci. Ma a cosa servono queste segnalazioni e che cos’è la farmacovigilanza? “Molto spesso - spiega Natale D’Alessandro del dipartimento di Scienze farmacologiche dell’Università di Palermo - i farmaci in commercio provocano delle reazioni avverse sui pazienti. Questo succede perché la fase di sperimentazione, che precede quella commerciale, non dà molto conto della tossicità del farmaco sia perché i pazienti sono selezionati e rappresentano un piccolo campione, sia perché tante reazioni avverse si verificano quando il prodotto è in commercio”. A questo punto la figura del medico diventa molto importante. “Quando si somministrano dei farmaci - continua D’Alessandro - e ci si accorge che il paziente ha delle reazioni, allora il medico interviene, sia trovando un’altra cura che segnalando il tipo di reazione e i prodotti farmaceutici che l’hanno provocata”. La segnalazione avviene compilando un’apposita scheda da inviare al servizio di Farmacia della propria Asl o azienda ospedaliera. La segnalazione viene a sua volta spedita al dipartimento per la Farmacovigilanza del ministero della Salute. La compilazione e l’invio della scheda sono obbligatori per legge. “Le nuove disposizioni legislative - dice Natale D’Alessandro - prevedono la segnalazione solo per le reazioni avverse più gravi e per tutte quelli imputate ai vaccini ed ai farmaci sottoposti a monitoraggio da parte del ministero della Salute. E’ inutile, come si faceva in passato, documentare delle reazioni causate, ad esempio, dall’aspirina che sono conosciute da tutti i medici”. Le reazioni gravi sono quelle che mettono in pericolo la vita del paziente, ne prolungano la degenza in ospedale, ne causano l’invalidità e ne provocano la morte. Nel 2003 le reazioni avverse più frequentamente segnalate sono state quelle cutanee, come l’orticaria e l’eritema e quelle gastrointestinali come i dolori addominali e la diarrea. La nuova legge sulle segnalazioni di reazioni avverse, inoltre, ha tolto le sanzioni per chi non compilava le apposite schede. “In questo modo - sottolinea D’Alessandro - ci si appella al senso morale e del dovere di ciascun medico. La segnalazione spontanea, infatti, rappresenta il nucleo centrale di un sistema di farmacovigilanza efficace”. Durante il convegno si è anche parlato della farmacovigilanza in oncologia. “E’ importante che si facciano studi ad hoc per ogni malattia - dice D’Alessandro - individuando le giuste interazioni tra i vari prodotti farmaceutici”. Opinione, questa, condivisa anche da Romano Danesi del dipartimento di Oncologia, dei trapianti e delle nuove tecnologie in medicina dell’Università di Pisa. “Le potenzialità dei farmaci per le malattie tumorali - sottolinea Danesi - le conosciamo ormai tutti. Quello che adesso dobbiamo approfondire è l’interazione tra i vari prodotti farmaceutici, grazie al sistema della farmacovigilanza che consente a noi medici di scambiarci utili informazioni”. Veronica Eracleo (14 giugno 2004) rev cave
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