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Facoltà di Medicina

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Scuola per esperti in Chirurgia plastica
Ammessi solo 3 allievi l'anno

Il corso ha la durata di un anno. L’accesso è a numero chiuso. Si esegue un’intensa attività pratica e sono previsti degli stage in Italia e all’estero, spiega il direttore della scuola, Francesco Moschella

“La scuola di specializzazione in chirurgia plastica e ricostruttiva dell’università di Palermo è all’avanguardia nell’intero panorama nazionale e internazionale. E’ una delle poche strutture universitarie che offre agli specializzandi la possibilità di acquisire tutte quelle competenze e quegli strumenti adeguati agli standard europei e sufficienti a superare l’esame dell’European Board of Plastic Surgey, ovvero un passaporto che attesta le ottime capacità diagnostiche di tutti gli allievi della Comunità Europea”. A parlare è il professore Francesco Morchella, direttore della scuola di specializzazione in Chirurgia plastica e ricostruttiva, che ha l’obiettivo di formare dei professionisti che siano in grado di intervenire in tutte la branche che abbracciano la chirurgia. Dal trattamento delle cicatrizzazioni, degli innesti, degli angiosomi, delle anomalie vascolari cutanee, dei tumori della cute, della testa e del collo. Per poi passare a quella ricostruttiva e riparatrice della mammella e della mano, alla chirurgia maxillofacciale per il trattamento primario e secondario delle malformazioni cranio-orbitraie, dei traumi facciali, delle malattie cutanee e veneree e di quelle dell’apparato visivo e locomotore. Il corso ha la durata di un anno e l’accesso alla scuola è limitato, ogni anno possono accedervi soltanto tre allievi. “Il numero chiuso- afferma Moschella- è una garanzia per una completa e adeguata formazione dello specializzando che può essere seguito passo dopo passo in tutto il suo percorso”. L’attività didattica, che comprende 60 ore settimanali, è strutturata in diverse aree di insegnamento: l’area propedeutica generale che prevede le discipline di base come l’Anatomia , l’Istologia, Genetica medica e Patologia generale. L’area propedeutica clinica che comprende la Chirurgia Plastica e Chirurgia Generale, la Diagnostica per immagini, Radioterapia ed infine l’Anestesiologia. La terza area di insegnamento è quella delle Metodologie complementari, che prevede la Statistica Epidemiologica, la Biofisica, l’Igiene Generale e Applicata, e la Storia della Chirurgia Plastica, la Farmacologia, la Medicina legale e deontologica. L’area clinica complementare comprende l’Urologia, la Ginecologia e l’Ostetricia, la Psicologia clinica, la Medicina Fisica e riabilitativa. Ed infine l’area della Terapia e della Tecnica chirurgica che riguarda le tecniche microchirurgiche di base, la Chirurgia Estetica, quella Ricostruttiva della mammella, il Trattamento chirurgico delle paralisi facciali. Si esegue anche un’intensa attività pratica, nei laboratori, al pronto soccorso e nei day ospital, dove gli allievi intervengono fin dal primo anno, sempre però sotto il controllo di un medico senior. Dopo i tre anni di corso gli specializzandi hanno la possibilità di poter svolgere degli stage nelle strutture pubbliche in Italia o all’estero. Sono previsti rapporti di collaborazione con l’istituto nazionale tumori di Milano, con la quinta università di Parigi, quella svedese di Goteborg, con l’università di New York, e con l’ospedale Foch di Parigi. “Una pecularietà della nostra scuola- afferma Morchella- è rappresentata dal fatto che gli specializzandi devono anche elaborare dei progetti scientifici, e seguire delle lezioni specifiche per imparare a comunicare ed esporre in modo appropriato il caso clinico. “Inoltre, per favorire l’arricchimento reciproco- continua Morchella- gli allievi devono redigere una sorta di quaderno anagrafico su un argomento specifico, che dovrà concordare con il docente durante le riunioni per poi esporlo in aula alla presenza dei colleghi e che resterà agli atti della scuola”.
Gli allievi possono trovare impiego nelle strutture pubbliche e private o intraprendere la libera professione. “Le prospettive occupazionali- conclude Moschella- sono ottime, dato il numero esiguo di speciliazzandi che ogni anno viene ammesso alla scuola e data la sempre crescente richiesta sul mercato del lavoro”.

 

Nadia La Malfa
(25 giugno 2004)
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