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Chirurgia estetica, moda o rivoluzione?
Dall'intervento di modifica del timbro vocale alla liposuzione,
così
cambiano le tendenze per ringiovanire il proprio corpo. In aumento anche
il turismo estetico verso paesi come
gli Emirati Arabi o il Libano, dove le operazioni chirurgiche costano meno
e dove la qualità dell'intervento
sembra essere migliore
Si
chiama "voice lift", l'ultima frontiera nel mondo della
chirurgia estetica, che propone di modificare la voce, ringiovanendone
il timbro. La voglia di cambiarsi ormai riguarda anche zone del corpo,
che un tempo sembrava impensabile potesserro essere "modificate"
dalla chirurgia estetica.
Una pratica diffusa soprattutto con l'avvicinarsi della stagione estiva,
un periodo che vede migliaia di donne sottoporsi ad interventi di medicina
estetica. Ridurre la cellulite, rendere più tonici i muscoli con
la liposuzione o ritoccare il seno è diventato quasi indispensabile.
Ma questa voglia matta di modificare il proprio
aspetto fisico é solo moda o una vera e propria rivoluzione? Da
un rapporto dell'Eurispes, risulta che sono le adolescenti tra i 14 e
i 17 anni ad essere più soggette al cambio di look, nonostante
non appartengano a famiglie ricche.
Ma la vera novità è che sono raddoppiati anche gli interventi
richiesti dagli uomini. Anche la televisione dedica ampio spazio alla
chirurgia estetica, proponendo intere trasmissioni sulla questione, come
il chiacchierato "Bisturi - Nessuno è perfetto", condotto
dall'ex presidente della Camera Irene Pivetti e da Platinette. Un programma
televisivo aspramente criticato dal cardinale Ersilio Tonini, che ha sottolineato
l'unicità dell'essere umano, che si esprime soprattutto attraverso
le imperfezioni: "Non è forse la vecchiaia il momento più
prezioso della vita, perché mai manipolarla con un lifting?".
Nel nostro Paese, un esempio di uso del lifting a dispetto dei moralismi
e di una rivoluzione nell'immagine della classe politica, è stato
quello del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, recentemente sottopostosi
ad un intervento di blefaroplastica in Svizzera.
La corsa al miglioramento del proprio aspetto fisico sta anche incoraggiando
il boom del turismo estetico verso paesi come gli Emirati Arabi o il Libano,
dove le operazioni chirurgiche costano meno e dove la qualità dell'intervento
sembra essere migliore.
Una curiosità: mentre molte donne occidentali si recano in questi
Paesi per sottoporsi ad interventi per l'aumento del seno, quelle arabe
preferiscono ridurlo, per non svelare le forme fisiche anche se coperte
da abiti impenetrabili.
Ma allora, è giusto modificare
il proprio corpo senza sensi di colpa, come la tendenza dominante impone?
Meglio forse riflettere sulla frase del cardinale Ersilio Tonini: "La
corsa alla giovinezza è persa in partenza. Un viso maturo pieno
di rughe incute rispetto, uno spianato e gonfio di silicone infonde solo
pietà".
Aurora Sammartano
(11 giugno 2004)
rev rosi/damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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