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Secondo il rapporto annuale di Amnesty International
Abusi
e torture, il diritto che non c’è più
Ancora oggi, in oltre quarantasette Paesi, si verificano
uccisioni illegali ed esecuzioni extragiudiziali. Compaiono nell'elenco
la Francia, la Spagna e la Germania. Accuse anche all'Italia segnalata
nel capitolo” torture e maltrattamenti”
Amnesty
International, la più grande organizzazione per la difesa dei diritti
umani, in occasione della presentazione del rapporto annuale 2004, ha
tratteggiato uno scenario preoccupante: la struttura del diritto internazionale
sta subendo un attacco mai verificatosi nei suoi cinquanta anni di vita.
Accuse precise che
investono anche l’Europa occidentale, per tradizione " culla
del diritto". Nell’elenco presentato da Amnesty, su quarantasette
Paesi, in cui si verificherebbero uccisioni illegali ed esecuzioni extragiudiziali,
compaiono undici Paesi del Vecchio continente, tra cui Francia, Spagna
e Germania.
Irene Khan, segretario generale di Amnesty Inteernational, ha dichiarato:
”Prima si sapeva di violazioni dei diritti umani, ma queste cose
accadevano all’interno dei regimi comunisti dell’Est europeo,
in Ruanda o in Cambogia. Non si era mai verificata un’epidemia così
generalizzata, una sorta di cancro degli abusi ai diritti umani”.
Il motivo dell’abbassamento della guardia da parte dei governi occidentali
sarebbe, secondo l'organizzazione umanitaria, la guerra al terrorismo,
in nome della quale, oggi, ogni altro tipo di amenità passa in
secondo piano. La crisi irachena, infatti, come una
sorta di ”ossessione globale”, ha dirottato
tutto l’interesse internazionale, mettendo in ombra gli altri conflitti,
che dilaniano il mondo. Anche gli Stati Uniti e l'Onu, secondo Amnesty,
avrebbero cancellato tutte le altre emergenze dalle loro agende, prestando
attenzione solo alla questione irachena.
Amnesty,
nel capitolo” torture e maltrattamenti”, ha segnalato
che i paesi coinvolti sono 132, tra cui 31 europei, Italia compresa.
”Sentendosi minacciati -
ha sottolineato Irene Khan - i governi si sentono legittimati
a consentire una modica quantità di abusi. Ma di questo passo si
sprofonda rapidamente nel terrore e si rischia la distruzione del diritto
umanitario”.
Nel
rapporto dell'organizzazione umanitaria viene anche evidenziata la
scarsa volontà politica
dimostrata dall’Unione europea, nel fronteggiare le violazioni
dei diritti umani al suo interno, come per le espulsioni degli stranieri,
oggi, più indiscriminate e le difficoltà ad
ottenere il diritto d’asilo. Infine,
Amnesty International denuncia un generalizzato, eccessivo e
imprudente
uso di armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine nel corso di manifestazioni.
Purtroppo,
anche
in questo capitolo, tra i Paesi elencati, non manca l'Italia.
Fabio Scavuzzo
(7 giugno 2004)
rev rosi/cave
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