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Lettere

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Presentato a Lettere il nuovo libro di Nicola Tranfaglia
Misteri Italiani? Le risposte arrivano dai documenti
"Come nasce la Repubblica" è il titolo della nuova antologia dello storico napoletano. Partendo dall'esame di documenti tenuti segreti per decenni, il testo cerca di far luce sui misteri che stanno dietro la nascita della Repubblica Italiana

All’alba del 58esimo anniversario della Repubblica Italiana ecco un'antologia che ripercorre i passaggi che hanno portato alla sua nascita.
Si è svolta ieri nell’aula magna della facoltà di Lettere la presentazione della nuova silloge di Nicola Tranfaglia, docente di storia dell’Europa dell’università di Torino, dal titolo “Come nasce la Repubblica. La mafia, il vaticano, e il neo fascismo nei documenti americani e italiani 1943 - 47”.
Il libro, edito da Bompiani, ripercorre il periodo cruciale tra lo sbarco degli Alleati in Sicilia e la nascita della Repubblica, il 2 giugno del 1946.
Attraverso l'apertura degli archivi dei Servizi segreti americani, la disponibilità di fondi importanti dell'archivio del PCI e dell'archivio centrale dello Stato italiano, l’antologia cerca di fornire delle risposte a interrogativi rimasti senza risposta: chi furono i mandanti e gli organizzatori della strage di Portella della Ginestra? Quale ruolo ha avuto la mafia siciliana nell'organizzazione del movimento separatista? Quale la sua influenza sul partito cattolico? Quale strategia ha adottato il Partito comunista di fronte all'offensiva condotta dai proprietari terrieri, dalla mafia e dagli americani contro le lotte contadine?
L’illustrazione del libro è stata introdotta da Salvatore Lupo, docente di Storia contemporanea della facoltà di Lettere dell’università di Palermo. “Non sono frequenti - dice Lupo - le collezioni di documenti nella storia moderna. Qui invece ci troviamo di fronte ad un documentario che racconta, attraverso un lavoro filologico molto accurato, la nascita della Repubblica italiana vista dalla Sicilia. E’ importante sottolineare il cambiamento di ottica, in un contesto dove solitamente la Sicilia e tutto il sud Italia, pur protagonisti, sono stati scarsamente citati”.
Giudizi lusinghieri sull’operato di Tranfaglia sono arrivati anche da Lino Buscemi, avvocato e docente universitario. “E’ un’antologia – dice nel suo intervento - di cui si avvertiva il bisogno, perché fa largo uso di documenti ai quali per decenni è stato vietato l’accesso. Atti del governo americano, della Cia, dei comunisti e della polizia, grazie a cui è possibile riscontrare delle novità assolute sulla strage di Portella della Ginestra, sul connubio mafia - alleati e sul massacro di via Maqueda, la strada di Palermo dove il 19 ottobre del 1944 la polizia sabauda sparò sulla folla, uccidendo venticinque persone”.
Alla presentazione sono intervenuti anche Ernesto Burgio, docente universitario, Giuseppe Casarubbea, storico, e Carlo Marino, docente di storia contemporanea. Il dibattito è stato chiuso dalle parole dell’autore. “Innanzitutto - dice Tranfaglia - vorrei ringraziare la facoltà di Lettere dell’ateneo palermitano, mi stava a cuore organizzare un dibattito a Palermo, essendo proprio la Sicilia al centro dei documenti. Scopo dell’antologia non è arrivare a conclusioni sicure, ma fornire la possibilità, partendo dall’analisi dei documenti, di andare avanti sulla strada della ricerca.”
Ma c’è anche una nota polemica. “Purtroppo - conclude - mi duole constatare che la situazione archivistica italiana non è nemmeno paragonabile a quella americana. Il governo degli Stati Uniti ha approvato una legge con la quale sono stati resi accessibili tutti i documenti di rilevanza storica, mentre in Italia è ancora in vigore il segreto di stato. Ne consegue che su tutta una serie di elementi della nostra storia non sappiamo la verità.”

Andrea Perniciaro

(4 giugno 2004)

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