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Cultura e Spettacoli
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040603vaso
Il salto dal pop alla musica alta di Elvis
Costello
È uscito “North”, il nuovo e primo disco di musica
classica del maestro del pop Elvis Costello. Un lavoro dove prevalgono gli
archi e i pianoforte e sono bandite le chitarre e le batterie. Avrà
fatto bene?
Per
il suo debutto nelle zone alte della discografia, utilizzando il marchio
principe della musica classica, Elvis Costello ha deciso di esprimere
la sua distanza dalla, secondo lui, compromessa musica pop. Un genere
che del resto non disdegna del tutto quando ne ha voglia.
Il disco North è costruito come un oscuro e raffinato
viaggio nel mondo delle ballad, arrangiate con archi e tenui accordi di
pianoforte.
Rigorosamente bandite le chitarre e, soprattutto, la batteria, ridotta
a un soffuso gioco di spazzole pennellate da Peter Erskine.
Quello di Costello è un cd che evoca nordici e distaccati mood
in 11 capitoli. La prima traccia è You can let me in the dark.
Una canzone che ci prepara al percorso. C’è una perdita,
c’è il buio affannoso dell’incertezza, premessa a una
delicata ricostruzione che passa attraverso episodi struggenti come Someone
took the words away, le bellissime You tarned to me a fallen
o When i did stop dreaming?, che ovviamente suona come una domanda
retorica.
Che dire? Costello è uno di quelli che a smettere di sognare non
ci pensa minimamente. Sogna una musica affiancata da ogni esigenza commerciale,
sogna la poetica del rock, trascinandola in una dimensione da camera dove
si può solo ascoltare. Con silenzio e tanta devozione.
Vassily Sortino
(3 giugno 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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