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Mercati,
la previsione: grande
impennata dei
collegamenti marittimi
Imprenditoria,
Colaninno esorta gli studenti:
"Per
affermarsi occorre uscire dall’isolamento"
Tra
sfide europee e mediterranee, il presidente del gruppo Piaggio
si è improvvisato
docente alla facoltà di Economia. E
ha invitato a non mollare mai: “Fino all'anno scorso potevamo
considerarci un’azienda
fallita. Oggi guardiamo ai mercati della Cina e dell’India,
che rappresentano il nostro futuro”
''Non
si scoprirebbe mai niente se ci si accontentasse di quello che si è
già scoperto. Bisogna aprirsi verso nuovi mercati e rinunciare
all’isolamento se si vuole ottenere successo in campo economico”.
Lo ha affermato il presidente del gruppo Piaggio, Roberto Colaninno,
nel corso di un convegno su “Valori imprenditoriali e sviluppo”,
organizzato dalla facoltà di Economia.
Colaninno ha tenuto una vera e propria lezione di imprenditoria agli
studenti, partendo proprio dalla sua personale esperienza nel settore.
Dopo avere conseguito il diploma in ragioneria, pare che il padre gli
abbia detto: “Io ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità,
ora tocca a te darti da fare”. E lui sembra proprio averlo
preso in parola il consiglio paterno. Ma come fa
un imprenditore ad avere successo?
“Non è certo un mestiere che si impara sui banchi di scuola
- spiega il presidente della Piaggio - Si tratta piuttosto
di un mix di attitudini, capacità, occasioni da saper cogliere
al volo, esperienza e nervi saldi e soprattutto bisogna amare il rischio”.
E cita ad esempio proprio l’esperienza Piaggio.
“Fino al luglio dello scorso anno poteva considerarsi
un’azienda fallita, poi gli investimenti di banca Intesa ne hanno
arrestato il declino e oggi guardiamo ai mercati della Cina e dell’
India, che rappresentano il nostro futuro. Se la Fiat non si fosse cullata
nel suo monopolio naturale e avesse accettato per esempio la concorrenza
della Ford sul mercato italiano -
aggiunge - forse oggi sarebbe ancora un’azienda in salute.
Ma l’Italia, per tradizione, non è mai stato un Paese
che ha accettato la concorrenza”.
L’apertura ai mercati e la rinuncia all’isolamento sono dunque,
secondo l’imprenditore mantovano, la ricetta per ottenere il successo
economico, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo
vivendo,
che il manager definisce addirittura come “un nuovo rinascimento” per
la portata rivoluzionaria che ha contrassegnato gli ultimi vent’anni.
“E’ caduto il muro di Berlino, è arrivato l’euro
e con questo l’unificazione politica dell’Europa -
rileva Colaninno - Molti paesi hanno deciso di passare da una
condizione di sottosviluppo a una di sviluppo, con tutto ciò che
una decisione di questo genere comporta in termini di libertà e
democrazia. Abbiamo avuto l’avvento di internet e sviluppi straordinari
nelle telecomunicazioni. Grazie a questi strumenti le distanze si
sono accorciate e vediamo di
fronte a noi un futuro che fino a dieci anni fa era inimmaginabile”.
Roberto Colaninno fa infine una previsione su quella che potrebbe essere
la prossima imminente rivoluzione. “Nei prossimi anni - sostiene
- assisteremo a uno sviluppo senza precedenti nel campo dei collegamenti
marittimi:
il Mediterraneo rappresenta il baricentro della futura economia, nonché
lo snodo da cui saranno effettuati i principali
spostamenti di milioni di persone che solo di recente sono passate
da
uno status di povertà a uno di ricchezza. Ecco perché le
navi rappresenteranno la risorsa principale sulla quale occorrerà
investire”.
A conclusione del suo intervento, Colaninno confessa agli studenti: “Nonostante
i miei sessant’anni penso ancora di averne venti. Il segreto?
Non dire mai sono soddisfatto. Quando lo direte vorrà dire che
siete finiti”.
Maria Catena Salerno
(24
maggio 2004)
rev
sage
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