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Cultura e spettacolo |
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Cannes
2004, festival della riscossa
Kolossal, star e grandi registi
Partita la 57esima edizione della manifestazione francese, inaugurata
dalla Mala educacion di Pedro Almodovar. Dopo il boicottaggio
dell'anno scorso, Hollywood si pente e torna alla croisette.
Brad Pitt, Tom Hanks, Cameron Diaz e
Quentin Tarantino (presidente della giuria) conqistano i riflettori,
ma al festival anche tanti ottimi autori, da Kiarorstami a Micheal
Moore, i fratelli Coen, Zhang Yimou, Jean-Luc Godard ed Emir Kusturica.
Unico
italiano in gara il regista Paolo Sorrentino, ma spazio anche
a Martone, Castellitto e Andò. Sezione speciale per Michelangelo
Antonioni
Più star, più americani, casi annunciati, kolossal e
autori: è la nuova ricetta di Cannes 2004, un'edizione pensata per
raccogliere consensi in ogni campo.
I film in concorso sono 19 (vedi elenco completo
film in concorso).
Ritorno in forze degli americani dopo la defezione dello scorso anno:
cinque i film prodotti o coprodotti dagli Usa in corsa per la Palma d'oro.Unico
italiano, Paolo Sorrentino con Le conseguenze dell'amore.
Molta america anche fuori concorso, con grande attesa per
Kill Bill
Volume 2 di Quentin Tarantino (che è anche presidente della giuria)
e Troy di Wolfgang Petersen, con l'atteso (oltre ogni merito)
Brad Pitt.
L'elenco dei divi d'altronde quest'anno è mlto lungo, e comprende fra
gli altri Sean
Penn, Tom Hanks, Naomi Watts, Cameron Diaz, Antonio
Banderas, Rupert
Everett,
Uma
Thurman,
Eddie Murphy,
Kevin Kline, Ashley Judd.
Gli iItaliani
in altre categorie sono tre: Non ti muovere di Sergio
Castellitto (sezione "Un
Certain Regard"), L'odore del sangue di Mario Martone
("Quinzaine
des Realisateurs") e Sotto falso nome di Roberto Andò ("Semaine
de la Critique"). Ci sarà anche Michelangelo Antonioni:
il 19 maggio anteprima Lo sguardo di Michelangelo, documentario
diretto
dal 92enne maestro sul restauro del Mosè. Altro omaggio: la
proiezione della versione restaurata di Blow Up.
Grande attenzione anche per
Michael Moore. La
temperatura a cui brucia la liberta è il
sottotitolo del suo Farenheit 9/11, nuovo documentario
che da più parti si è cercato di boicottare. Divulgare rivelazioni
scottanti sull'11 settembre e sui legami tra la famiglia
di George W. Bush e Osama Bin Laden, e sul modo in
cui il presidente
Usa avrebbe strumentalizzato la tragedia è stato fonte di molti
problemi. La
Disney ha proibito alla Miramax (sua consociata) di distribuire
nelle sale il
film, e la polemica è in corso. Unica certezza: con o
senza Disney il film uscirà negli Usa il 2 luglio.
Giuseppe Troncale
(14
maggio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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