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Medicina |
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Ortopedia e traumatologia, lo scheletro è
al sicuro
La scuola di specializzazione diretta da Umberto Martorana prepara
medici capaci di studiare e curare le malattie e le lesioni dell’apparato
locomotore. Il corso si articola in cinque anni e prevede la possibilità
per gli studenti di svolgere uno stage di dodici mesi in Italia e
all’estero Scoliosi
e malformazioni dello scheletro, fratture e lussazioni: l’ortopedia
e la traumatologia salgono in cattedra. “Sono due branche
della medicina che hanno un’applicazione quotidiana e che
sono in continuo sviluppo – spiega Umberto Martorana, direttore
della scuola di specializzazione
– L’ortopedia studia le malattie dell’apparato
locomotore mentre la traumatologia si occupa della cura delle lesioni
ossee”.
Banali episodi quotidiani come lo scivolare su una buccia o il mettere
un piede in fallo in una buca della strada possono avere conseguenze disastrose
sul nostro corpo e uno dei traumi più seri e frequenti, visto il
notevole numero di incidenti stradali e l’aumento della vita media
dell’uomo , è la lussazione dell’anca. Per chi pratica
lo sport i rischi sono anche maggiori. La rottura del legamento crociato
è un incidente molto frequente tra i calciatori: quadricipite contratto,
piede bloccato al suolo, un movimento di torsione effettuato dal ginocchio
ed è subito “crack”. Anche altri tipi di trauma sono
causati da incidenti sportivi. Lennart Hovelius, famoso studioso svedese,
sostiene che un giovane atleta che si lussa la spalla all'età di
16-18 anni ha più del 60 per cento di possibilità di presentare
una ricaduta. Un dibattito sempre aperto è, poi, quello del peso
degli zainetti dei bambini. Secondo uno studio della Northside Family
Practice Clinic di Temple, negli Stati Uniti, le cartelle troppo pesanti
aumentano il rischio di lesioni alla colonna vertebrale, ma solo il 4
per cento dei genitori controlla il peso degli zaini mentre il 33 per
cento ammette di non averlo mai fatto. Anche le posture che i bambini
assumono a scuola spesso non sono corrette e questo si ripercuote, negativamente,
sulla loro colonna vertebrale. L’ambito dell’ortopedia e della
traumatologia è, dunque, vastissimo ed altrettanto alta è
la richiesta di specialisti. “Gli sbocchi lavorativi in questa branca
non mancano - sottolinea Martorana - sia in Sicilia che, soprattutto,
nel resto d’Italia”.
La scuola di specializzazione è organizzata in cinque anni. “Nei
primi due viene dato ampio spazio alla didattica mentre, nei rimanenti
tre anni, si cerca di coniugare la teoria alla pratica”. In quest’ottica
va vista anche la possibilità per ciascun studente di svolgere
uno stage di un anno presso una struttura convenzionata, sia in Italia
che all’estero. “Durante il corso - aggiunge Martorana - tutti
gli specializzandi, comunque, entrano anche nell’organico del Policlinico:
vengono inseriti nei turni ambulatoriali e di guardia e hanno accesso
alla sala operatoria e alla sala gessi”.
L’accesso alla scuola di specializzazione, riservato ai laureati
in Medicina e chirurgia che abbiano anche l’abilitazione all’esercizio
medico, è molto selettivo e i posti, quest’anno, sono stati
cinque, quattro nazionali e uno regionale. “L’ammissione è
regolata da una serie di quiz - conclude Martorana - ma, per il punteggio
finale, si tiene conto anche del curriculum universitario dello studente”.
Grande considerazione viene dunque data alla tesi di specializzazione
nella branca e agli esiti di alcuni esami sostenuti durante il corso di
laurea, relativi sia a materie di base come Anatomia umana, Fisiologia
generale e Anatomia patologica, sia a materie propedeutiche al corso di
specializzazione come Discipline medico-chirurgiche 2, Medicina interna
e Chirurgia generale.
Giorgio La Bruzzo
(7 luglio 2004)
rev anme
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